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venerdì 27 settembre 2013

La Ragione nell'età della Scienza


Cari Alunni, quest'anno ci confronteremo col pensiero Hans Georg Gadamer....

Hans Georg Gadamer (Marburgo 1900 - Heidelberg 2002). Dopo essersi laureato in filosofia con Natorp nel 1922, studia filologia classica e consegue la libera docenza con Heidegger a Marburgo nel 1929. Professore di filosofia a Lipsia dal 1939, a Francoforte dal 1947 e dal 1949 al 1968 a Heidelberg. Fonda e dirige, insieme con Kuhn, dal 1953 la rivista Philosophische Rundschau. Nel 1962 partecipa alla fondazione della Internationale Vereinigung zur Förderung der Hegelschen Philosophie di cui sarà presidente fino al 1970. Dopo essersi dedicato soprattutto a studi di filosofia greca, la cui testimonianza più significativa è il vol. Platos dialektische Ethik, sviluppando motivi della fenomenologia di Husserl e dell’ontologia di Heidegger, concentra la sua attenzione sulla portata filosofica dell’ermeneutica, rivendicandone l’universalità.

L’ermeneutica non può essere considerata in una prospettiva puramente metodologica perché il linguaggio non è affatto un semplice strumento del pensiero ma, al contrario, la sua dimensione portante o meglio l’orizzonte che ne anticipa il senso. Il problema dell’ermeneutica non è quindi qualcosa che possa riguardare soltanto le scienze dello spirito, ma coinvolge ogni forma di pensiero, consentendo di superare l’astrattezza della coscienza storica come semplice ricostruzione del passato; per questo l’interpretazione non è qualcosa di soggettivo bensì è lo sviluppo stesso della verità, ma di quell’unica verità possibile per l’uomo che scaturisce dalla continua fusione degli orizzonti linguistici come esplicitazione del ‘senso’ del mondo e dell’esperienza. Questi temi hanno trovato soprattutto sviluppo nell’opera principale, Verità e metodo, in Il problema della coscienza storica e nella raccolta La ragione nell’età della scienza. Tra le altre sue opere, si segnalano: La dialettica di Hegel; L’attualità del bello; Autobiografia filosofica: uno sguardo retrospettivo; I sentieri di Heidegger; Elogio della teoria. Discorsi e saggi; L’inizio della filosofia occidentale; La responsabilità del pensare.



mercoledì 17 aprile 2013

Festival dell Filosofia della Magna Grecia


Dal 18 al 21 aprile saremo nei luoghi di Parmenide

Finalmente ci siamo riusciti...
Cari studenti, si parte per visitare i luoghi della Filosofia....




Festival della Filosofia in Magna Grecia


Lucentezza 15-21 APRILE 2013 - VII edizione –

Il Festival della Filosofia in Magna Grecia è un viaggio culturale e formativo, che invita i partecipanti a realizzare un percorso filosofico esperenziale fuori e dentro sé

Dopo il grande successo di ottobre - 1600 liceali- suggellato dall'Adesione del Presidente della Repubblica, la settima edizione ripropone in primavera “Lucentezza”:Aglaia"

Educare nella sua accezione letterale significa portare alla luce le potenzialità di ognuno. La metodologia utilizzata è la ricerca – azione, realizzata attraverso strumenti innovativi: le passeggiate filosofiche teatrali, i dialoghi filosofici e i laboratori di filosofia pratica. Un caleidoscopio di attività che rendono accessibile la “conoscenza”: momenti di confronto attivo e di espressione di sé nelle arti creative.

Il Festival ha stimolato, in questi anni, l’avvio di una importante relazione tra docenti e allievi, che insieme creano spazi di fiducia, di riflessione, per incrementare lo sviluppo del pensiero critico.

L’evento ideato e realizzato dall’Associazione Festival della Filosofia in Magna Grecia si svolgerà nello splendido territorio cilentano, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità

http://www.filosofiafestival.it/festival/index.php?option=com_content&view=article&id=59:presentazione&catid=35:festival&Itemid=109

giovedì 14 marzo 2013

Discorso sul Metodo


Cari Alunni, siamo alle prese con il testo rivoluzionario di Cartesio.... a voi la parola....


"Se questo discorso sembra troppo lungo per essere letto tutto in una volta, lo si potrà dividere in sei parti. E si troveranno, nella prima, diverse considerazioni sulle scienze. Nella seconda, le principali regole del metodo che l’autore ha cercato. Nella terza, qualche regola della morale ch’egli ha tratto da questo metodo. Nella quarta, gli argomenti con i quali prova l’esistenza di Dio e dell’anima dell’uomo, che sono i fondamenti della sua metafisica. Nella quinta, la serie delle questioni di fisica che ha esaminato, in particolare la spiegazione del movimento del cuore e di qualche altra difficoltà della medicina e, ancora, la differenza tra l’anima nostra e quella dei bruti. Nell’ultima, le cose ch’egli crede siano richieste per andare avanti nello studio della natura più di quanto si è fatto, e i motivi che lo hanno indotto a scrivere"

mercoledì 5 dicembre 2012

Utopie?





Essi sostengono anche che la povertà rende gli uomini vili, astuti, ladri, infidi, fuorilegge, bugiardi, falsi testimoni, e che le ricchezze li rendono insolenti, superbi, ignoranti, traditori, privi di entusiasmo e saccenti. La comunione li rende tutti ricchi e poveri allo stesso tempo: ricchi giacché possiedono tutto ciò di cui hanno bisogno e poveri perché non si asserviscono ai beni materiali tanto da diventarne schiavi, ma lasciano che siano essi a servirli.

Cari Alunni di IVA... aspetto i vostri commenti...

sabato 24 novembre 2012

Fedone

 

L'ultimo giorno di vita di Socrate


Il grande studioso tedesco Paul Natorp ha definito il Fedone «un monumento a Socrate». In effetti il Fedone, dialogo giovanile in cui Platone ricostruisce l'ultimo giorno di vita di Socrate e le ultime conversazioni con i suoi discepoli, è un monumento alla filosofia: è un invito rivolto a tutti gli uomini a incamminarsi lungo la via della ricerca, nella consapevolezza che la cura dell'anima è l'unico modo giusto di vivere, giacché il solo davvero rispettoso della natura umana, dei suoi desideri e dei suoi bisogni. Quest'opera sottolinea l'intreccio tra vita e filosofia.

Cari Alunni... lasciate le riflessioni che vi indurrà la lettura dell'opera durante il laboratorio filosofico...


mercoledì 7 novembre 2012

Da Embrione a Persona...

Cari Alunni di IVAs, dopo aver discusso su questo tema in classe, in seguito allo studio di San Tommaso, potremmo aprire un forum e cercare di coinvolgere anche altri studenti... Considerare l'embrione come persona fin dal concepimento significa compiere un passo che ha delle implicazioni rilevanti in molti ambiti. Proponiamo due differenti visioni... voi quale abbracciate... perché?




Nel movimento teleologico e auto programmato dell’embrione verso più compiuti stati corporei e psichici di umanità, ( vi è ) la regia di una forma immanente, presente sin dall’inizio e che presiede all’intero processo. Nel lessico della tradizione classica a tale forma si assegna il nome di anima. (…) sin dall’istante del concepimento ( è ) presente una forma/anima spirituale, non soltanto vegetativa e “animale”. Essendo il processo teleologico di sviluppo dell’embrione manifestamente indirizzato alla pienezza dell’essere persona, l’intero processo si intende meglio nella sua unità se sin dall’inizio opera un principio spirituale costruttivo e formale. ( V. Possenti )


Quello relativo all’inizio di una “persona” come quello della sua fine ( è ) un problema filosofico e concettuale, che deve essere risolto tenendo opportunamente conto delle migliori conoscenze scientifiche disponibili ed adeguandosi ad esse. In questo senso, in quanto scienziati ed operatori del settore, noi informiamo che le recenti conoscenza ( … ) portano a dire che “prima” del 14° giorno della fecondazione è da escludersi che l’embrione abbia “vita personale” o sia “persona”. Non è nostro compito stabilire con precisione quando ciò avvenga, ma certamente non avviene al momento della fecondazione, bensì in un momento successivo ad essa. (documento degli scienziati con Rita Levi Montalcini )

Un'altra opinione:


lunedì 24 settembre 2012

Eguaglianza e libertà

Eguaglianza e libertà



Cari Alunni, ricomincia un altro Anno scolastico. Riprendiamo anche il nostro dialogo on-line... quest'anno ci confronteremo ancora sui "Diritti Umani", ma da una prospettiva filosofica. Cominceremo a farlo leggendo insieme il libro di un grande filosofo italiano, Norberto Bobbio. Spero che i vostri interventi siano numerosi. Ricordiamoci che la filosofia è dialogo, scoperta, attraverso la parola, del nostro Luogo e del nostro Tempo.

I due valori della libertà e dell'uguaglianza si richiamano l'un l'altro nel pensiero politico e nella storia. Entrambi concorrono a definire il concetto di persona umana, come essere che si distingue, o pretende di distinguersi, da tutti gli altri esseri viventi. L'uomo, in quanto individuo, deve essere libero, in quanto essere sociale. Deve trovarsi con gli altri individui in un rapporto d'uguaglianza. Libertà ed uguaglianza sono anche i valori che stanno a fondamento della democrazia: una società può definirsi democratica quando è regolata in modo tale che gli individui di cui si compone sono -se non liberi ed uguali- più liberi ed eguali che in qualsiasi altra forma di convivenza.Caratteristica della forma democratica di governo è, infatti, il suffragio universale che è, insieme, un'applicazione del principio di libertà come diritto di partecipare al potere politico ma anche un'applicazione del principio di uguaglianza in quanto eguale accesso ai diritti politici.Eguaglianza e libertà sono però valori suscettibii di profonde trasformazioni nel corso della storia: così, il problema cruciale della libertà nella società globale di fronte alla sfida del progresso tecnologico.


Dalla prefazione del Libro di Norberto Bobbio.