giovedì 14 marzo 2013

Discorso sul Metodo


Cari Alunni, siamo alle prese con il testo rivoluzionario di Cartesio.... a voi la parola....


"Se questo discorso sembra troppo lungo per essere letto tutto in una volta, lo si potrà dividere in sei parti. E si troveranno, nella prima, diverse considerazioni sulle scienze. Nella seconda, le principali regole del metodo che l’autore ha cercato. Nella terza, qualche regola della morale ch’egli ha tratto da questo metodo. Nella quarta, gli argomenti con i quali prova l’esistenza di Dio e dell’anima dell’uomo, che sono i fondamenti della sua metafisica. Nella quinta, la serie delle questioni di fisica che ha esaminato, in particolare la spiegazione del movimento del cuore e di qualche altra difficoltà della medicina e, ancora, la differenza tra l’anima nostra e quella dei bruti. Nell’ultima, le cose ch’egli crede siano richieste per andare avanti nello studio della natura più di quanto si è fatto, e i motivi che lo hanno indotto a scrivere"

78 commenti:

  1. Stefania Fimmanò IV As17 marzo 2013 19:36

    La lettura di buoni libri è come una conversazione con le persone più eminenti dei secoli passati che ne sono gli autori, una conversazione mediata, nella quale costoro ci offrono i loro pensieri migliori. Già delle prime pagine del Discorso sul metodo appare l’estrema semplicità e chiarezza del linguaggio, ricco di metafore e impostato come un “discorso”, una vera e propria conversazione con l’autore, proprio perché il suo scopo è quello di diffondere la sua intuizione rivoluzionaria e del tutto controcorrente, anche ai meno dotti. Nella prima parte del Discorso sul metodo, Cartesio tratta delle varie scienze e attraverso la sua esperienza personale tenta di far capire al lettore che tutti gli esseri umani sono dotati di buon senso nella stessa misura, ma ognuno decide di intraprendere diverse strade e da queste derivano le diverse opinioni. Tra le varie considerazioni quella che mi ha colpito di più è che Cartesio si rende conto che l’intellettuale , l’uomo di cultura in generale non è colui che dispensa considerazioni e giudizi dall’alto della sua “torre d’avorio”, ma colui che non si lascia convincere che una cosa sia vera per l’autorevolezza di chi l’aveva teorizzata, che mette in gioco se stesso e tutte le sue conoscenze, che è pronto a viaggiare, ad interessarsi del presente e della vita comune, senza intrappolarsi in un viaggio senza ritorno dentro il passato. È dunque questo il consiglio che Cartesio dona umilmente nella prima parte della sua opera, invitandoci a mettere in pratica il metodo che gli ha permesso di aumentare la sua conoscenza.

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  2. Giuseppina Penna IVA21 marzo 2013 19:15

    Cartesio nella prima parte del suo libro con grande umilta' fa una critica della cultura di quel tempo, egli sostiene infatti che l istruzione che aveva ricevuto sia dai gesuiti sia nell universita' corrispondeva in pieno alla cultura dell epoca, si tratta infatti di un cultura che, aveva diversi difetti ,per cui finiti gli studi, si diede ai viaggi, credendo di trovare la verita'.Infatti trovo' nei costumi degli uomini tanta diversita' quanta ne aveva trovata prima tra le opinioni dei filosofi.
    Caro prof. Io credo che si possa imparare molto dialogando con persone che hanno un modo di pensare diverso...poiche' la ragione e' presente in tutti gli uomini allora anche le proprie opinioni saranno diverse, quindi anche le opinioni piu' banali e ridicole possoni aiutarci lungo il cammino della nostra vita.

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  3. Giovanna A. IVA22 marzo 2013 16:39

    La prima parte del discorso sul metodo di Cartesio tratta del buon senso. L'autore sostiene che la ragione è presente in tutti gli uomini: non ci sono uomini più ingegnosi di altri ma l'unica differenza è che alcuni la coltivano altri no. Successivamente egli parla della sua vita, dice di aver frequentato una delle scuole più prestigiose avviandosi verso gli studi letterari, ma accorgendosi che questi non davano certezze, decise di abbandonare i libri e andare per il mondo. Solo in questo modo avrebbe chiarito i suoi dubbi. Anche io come Cartesio credo che per avere conoscenze certe è necessario stare tra la gente.

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  4. Rossella IV A22 marzo 2013 16:56

    La semplicità con la quale Cartesio ci espone il contenuto di questo discorso è forse l’aspetto che mi ha colpito di più. Quello che Cartesio intende fare, infatti, è far sì che chi legga il suo libro comprenda perfettamente quale messaggio egli vuole trasmettere. E fino ad ora ha raggiunto il suo scopo. Egli, nel discorso, parla di diversi temi, ognuno dei quali riguarda il modo di comportarsi di ogni uomo e nell’esporre queste tematiche ci da consigli molto attuali. Cartesio parla di buon senso, ragione.. tutte caratteristiche proprie di ogni uomo. Infatti ognuno possiede allo stesso modo queste doti e poi ognuno le sfrutta a modo suo. Proprio come oggi. Inoltre fa un riferimento a vari eventi della sua vita e questo, a mio parere, ha molto aiutato il lettore a capire la personalità dell’autore. Studiando lettere egli non riusciva a trovare quella sicurezza che ognuno deve possedere e che invece ha trovato grazie ai diversi viaggi che fece. Personalmente credo che ognuno di noi non può dimostrare le sue capacità se l’ambiente in cui si trova non lo permette e credo sia fondamentale relazionarsi con gli altri per farlo. Così, come affermò Cartesio stesso, rimanere nella sua “torre d’avorio” non avrebbe avuto alcun esito positivo perché la cultura deve essere toccata con mano e ciò non lo si può certamente fare rimanendo estranei al mondo che c’è fuori. Dovremmo riflettere più a lungo su questa parte del libro perché spesso anche noi ci troviamo lontani da quello che in realtà dovrebbe essere nostro principale interesse.

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  5. Maria C. IVAs24 marzo 2013 09:26

    in queste ore di laboratorio Cartesio mi ha appassionato tanto perché credo che leggendo questo si comprende l'importanza di mettere in dubbio tutto. un'altra cosa che mi ha colpito è la sua semplicità, quest'opera infatti è aperta a tutti, donne e gente meno colte proprio perché Cartesio vuole proporre un metodo razionale , un metodo che aiuta tutti a superare dubbi e certezze.

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  6. Nella prima parte del “Discorso sul metodo” Cartesio inizia una conversazione diretta con noi lettori, parlandoci del buon senso, ossia la capacità di distinguere il vero dal falso. E’ evidente come egli, senza presunzione alcuna e anzi con molta umiltà, cerchi di insegnarci il metodo attraverso il quale se ne possa fare buon uso. Spiega che il buon senso è comune a tutti gli uomini ma che non basta possederlo poiché bisogna applicarlo nel modo giusto; scrive infatti che coloro che seguono la retta via con grande lentezza possono arrivare molto più avanti di coloro che pur correndo se ne discostano. Ci comunica quanto sia fondamentale l’esperienza nella vita di ogni uomo affinché quest’ultimo possa giungere alla conoscenza. Cartesio amava viaggiare e il suo pensiero a tal proposito ci fa riflettere molto; infatti sostiene che sia bene conoscere usi e costumi degli altri popoli, e anche se questi sono differenti per molti aspetti da noi, non dovremmo ugualmente considerarli ridicoli e stravaganti. Anche nella seconda parte della sua opera Cartesio si rivolge al lettore con estrema modestia e semplicità. Qui egli ci parla dei quattro punti fondamentali della sua filosofia: evidenza, analisi, sintesi ed enumerazione. Afferma che in ogni situazione l’uomo deve fare un ragionamento proprio, basato esclusivamente sull’esperienza personale poiché una tesi formata da opinioni di persone diverse non ci da la dimostrazione certa che ci è utile per comprendere una determinata cosa. In questa parte Cartesio ci descrive il suo percorso, ci espone le sue riflessioni e ragionamenti, e leggere questo libro è quasi come affrontare un discorso diretto con l’autore stesso. Quest’ultimo però non ha alcuna certezza che le proprie conoscenze siano utili o vere; il suo intento è quello di farci capire che non dovremmo credere a ciò che cerca di convincerci e che, soprattutto, prima di dare un giudizio su ciò che ci circonda, dovremmo giudicare e conoscere noi stessi.

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  7. L'argomento iniziale della prima parte del Discirso sul metodo è il buon senso, considerato da Cartesio come qualcosa posseduta da tutti gli uomini ma ognuno deve poi prendere la strada giusta. In questa parte egli fa anche una critica a coloro che, occupandosi troppo del passato, non si rendono conto di ciò che avviene nel presente. Attraverso la lettura di questo libro, siamo in grado di comprendere nel migliore dei modi quello che era il suo pensiero, leggere un buon libro è come fare un dialogo con l'autore.

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  8. Marianna N. IVAs24 marzo 2013 09:33

    In queste ore di laboratorio la lettura del libro mi ha insegnato a guardare la realtà con occhi diversi, a capire che la ragione è presente in tutti, non ci sono uomini più intelligenti di altri, ma semplicemente le diverse esperienze ci portono su strade opposte. Ma uno dei punti che mi ha colpito di Cartesio è il fatto che ci insegna ad occuparci sempre delle vicende attuali e non essere troppo curiosi delle vicende passate.

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  9. Maria A. IVAs24 marzo 2013 13:13

    La prima parte del Discorso sul metodo è dedicata ad alcune considerazioni sulle scienze e si apre con un pensiero sul buon senso, cioè il potere di giudicare e distinguere il vero dal falso, affermando che questo è per natura uguale in tutti gli uomini e che la diversità di opinione non dipende dal fatto che alcuni siano più ragionevoli di altri, ma piuttosto dal fatto che facciamo andare i nostri pensieri per strade diverse. Cartesio tiene a precisare che non vuole proporre un metodo che ciascuno deve seguire per giudicare la propria ragione, ma piuttosto vuole mostrare in che modo lui abbia guidato la sua. La seconda parte del discorso sul metodo è importante perchè ci parla dei quattro punti del suo metodo. La sua opera filosofica vuole, attraverso il solo ragionamento di un singolo, raggiungere maggiori risultati nel campo della verità rispetto a quelle che si fondano su opinioni diverse. La cosa che mi colpisce di più è che cerca di convincerci che prima di giudicare dovremmo conoscere noi stessi.

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  10. MariaGrazia IV A24 marzo 2013 20:58

    La caratteristica più curiosa, secondo me, della morale cartesiana, è l'importanza che si dà alla coerenza e alla costanza.Mi complimento con voi Professore per la scelta del libro, davvero bello e interessante ma soprattutto molto istruttivo...La parte che mi ha colpito di più è la seconda dove sono date le regole principali di questo metodo, e cioè: l'evidenza, l'analisi, l'ordine crescente e l'enumerazione. L'evidenza è la caratteristica della conoscenza vera, l'analisi è collegata all'ordine crescente che parte dalle cose più semplici alle più difficili, la numerazione porta alla deduzione secondo un processo coerente e ordinato.Inoltre "ammiro" il modo umile di scrivere ed esporre le proprie esperienze di questo Filosofo,concordo con lui nel dubitare di qualsiasi cosa..e credo che sia proprio il dubbio a generare la certezza...!

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  11. "Coloro che procedono con grande lentezza,seguendo sempre la retta via, possono andare molto più avanti di coloro che pur correndo se ne discostano"... in una società dai ritmi frenetici, di corridori che si accalcano per vie tortuose senza ricordare quale sia il traguardo, di mode che offuscano l'identità individuale facendoci diventare numeri anonimi di un elenco infinito, mi chiedo dove siano finite le intuizioni rivoluzionarie offerte da Cartesio all'umanità intera... eh sì... dov'è finito il patrimonio offerto da quel piccolo uomo con ingegno tale da essere ancora ricordato dopo secoli? chi l'avrebbe mai detto che dalle persecuzioni sarebbe arrivato sul blog di un prof di filosofia che ci invita più e più volte a calarci nella psicologia di uomini che hanno lasciato il segno per diventare come loro un giorno... eppure siamo passivi e sembriamo annoiati, ma il laboratorio ci sta aiutando... leggendo i libri in classe e avendo modo di confrontarsi, infatti, mi rendo conto dell'interesse che la filosofia riesce a suscitare per l'attualità e l'immediatezza con cui si insinua nelle nostre vite... è come una sorgente d'acqua limpida che purifica l'anima, una collana di perle di saggezza, un'amica che dispensa consigli di vita... e proprio grazie ad essa abbiamo avuto modo di incontrare importanti nomi e tra questi risuona Cartesio, il quale nel Discorso sul metodo ha fornito tutto il necessario per risanarci dalle ferite che ogni giorno l'ignoranza ci infligge... secondo lui,infatti, non esistono persone più intelligenti di altre... il trucco sta nel saper coltivare quel seme di cui tutti siamo dotati,senza fretta,senza calpestare l'altro,senza affannarci per scopi che non ci daranno mai soddisfazioni... dunque vorrei porre un'interrogativo... abbiamo le costituzioni, i comandamenti,le istituzioni necessarie, le tecnologie che avanzano a passi da gigante... eppure gli uomini giusti vanno scemando di giorno in giorno... perché ci lasciamo ammaliare da chi toglie il coniglio da un cilindro e non da chi con la sola forza delle parole avrebbe potuto stravolgere il mondo?

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  12. Il Discorso sul Metodo, che può essere considerato il manifesto della filosofia moderna, si propone di fornire un percorso tramite cui giungere a verità palesi e inconfutabili. La prima parte del discorso è dedicata ad alcune considerazioni sulle scienze e si apre con un pensiero sul buon senso, cioè il potere di ben giudicare e distinguere il vero dal falso, affermando che questo è per natura uguale in tutti gli uomini e che la diversità di opinione “non dipende dal fatto che alcuni siano più ragionevoli di altri” ma piuttosto dal fatto che“ facciamo andare i nostri pensieri per strade diverse”. Le anime più grandi,quindi , non hanno semplicemente un buon ingegno ma sono capaci anche di usarlo bene. Proprio per ciò l’autore si propone di sviluppare un metodo,un criterio scientifico e razionale in grado di dirigere la ragione di tutti gli uomini nella medesima direzione. Il “discorso” dunque, non essendo rivolto soltanto ai dotti, si presenta come una favola ,molto limpido,comprensibile e allo stesso tempo elegante. Ed è proprio questo uno dei punti che più mi ha colpito di Certesio : la sua semplicità e modestia. Si ritiene , infatti,un uomo normale,dotato di un mediocre ingegno , e non pretende che il suo metodo venga imposto e seguito da tutti, ma si limita semplicemente a mostrare in che modo ha chiarito i suoi dubbi e incertezze, dubbi che gli sono fioriti dopo aver terminato gli studi letterali. Si rese conto infatti, che se si è troppo curiosi dei costumi di altri popoli e degli eventi passati, si finisce per rimanere ignoranti delle vicende attuali,di essere “uno straniero in casa propria”. Decise per questo di scendere dalla “torre d’avorio” e viaggiare per raccogliere nuove esperienze e confrontarsi con gli altri. Fu proprio da tali viaggi che Cartesio imparò a non credere a tutto ciò che fino ad allora gli avevano insegnato: la conoscenza lo portò a superare ogni pregiudizio, a capire che il nostro mondo o cultura non è migliore degli altri, lo portò quindi a “ragionare” individualmente. Dunque ciò che l’autore in questa prima parte vuole insegnarci è DUBITARE su tutto , a non credere a tutto ciò che sembra essere la realtà, a tutto quello che ci è stato tramandato, alle teorie tradizionali ,ai miti falsi…solo in questo modo perverremo a maggiori conoscenze!!

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  13. Cettina O. IV As25 marzo 2013 17:17

    Il Discorso sul Metodo, oltre a fornire un percorso tramite cui giungere a verità palesi ed inconfutabili, costituisce soprattutto una fonte di sani consigli da cui partire per costruire solide relazioni con gli altri, per affrontare la realtà senza timore, ma con la consepovolezza delle infinite possibilità che essa ci offre, consentendoci di superare gli ostacoli, di abbattere quei “muri” che sembrano essere insormontabili. Cartesio,insomma, ci aiuta a credere in noi stessi e nella nostra ragione che è il fondamento di tutta la verità. Essa è quella bussola che ci indica la strada; strada che ci porta a superare dubbi e incertezze. Come lui,sono pienamente d’accordo anche nel fatto che non ci siano uomini più intelligenti o stupidi di altri perché tutti possiedono la ragione , ma purtroppo non tutti la usano. Proprio per questo non dobbiamo permettere a coloro che, sentendosi più abili di quanto non siano, pretendano di imporci le loro idee e teorie, e dunque, allo stesso tempo non si ha nemmeno il diritto di sminuire una persona. La conoscenza, infatti, ci porta a superare ogni pregiudizio, a capire che “tutti coloro che provano sentimenti contrari ai nostri non sono selvaggi o barbari” , che i nostri costumi o cultura non sono migliori degli altri, ma a comprendere che il mondo è bello perché è vario..che senso avrebbe se tutti la pensassimo allo stesso modo?! Proprio per questo è fondamentale confrontarsi con la gente e raccogliere nuove esperienze, imparare nuove cose e migliorarsi. Ognuno di noi, dovrebbe per questo accettare il pensiero altrui, a non essere arrogante, ma al contrario,ad essere “ consapevole di non sapere” proprio come Socrate. Cartesio,insomma, mi ha appassionato tantissimo, mi ha insegnato che nella vita ci si deve sempre mettere in gioco, a fuggire dalle persone che vogliono imporci la loro verità, a non arrenderci di fronte alle difficoltà, e soprattutto a non dar mai niente per scontato!!

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  14. Dominik IVAs
    Nella prima parte del discorso sul metodo vediamo la semplicità dello stile di Cartesio, perché il suo scopo è quello di far conoscere il suo metodo a tutti anche ai meno dotti. In questa prima parte Cartesio parla delle scienze, quello che mi ha colpito di più è stata la critica verso coloro che studiavano solo le teorie passate senza interessarsi delle vicende contemporanee, infatti, secondo me la vita va vissuta facendo esperienze nuove e non isolati sui libri perché come dice un vecchio detto: la pratica rompe la grammatica!

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    1. Già... ma l'una cosa non esclude l'altra, alzi l'una senza l'altra è a sua volta miserrima... occorre studiare e anche fare esperienze, considerando che anche la lettura è un'esperienza...

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  15. Domenico Oliveri26 marzo 2013 16:07

    In queste ore di laboratorio leggendo il Discorso sul Metodo, Cartesio mi ha appassionato molto di più. Egli si propone di fornire un metodo scientifico che possa superare dubbi e incertezze ed è il modo in cui lo fa che mi ha colpito: questo libro è infatti molto semplice e per questo comprensibile da tutti proprio perchè Cartesio, diversamente dagli altri scrittori o filosofi suoi contemporanei non si rivolge soltanto alla gente colta, m a tutti. Egli, inoltre, mi ha insegnato a guardare il mondo con un'altra prospettiva , a non fidarmi di tutto ciò che mi viene detto ma a dubitare su tutto!!

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  16. Dubitate, gente, dubitate....

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  17. Domenica C. IV°AS9 aprile 2013 18:41

    Leggendo il “Discorso sul metodo” durante le ore di laboratorio, mi sono avvicinata sempre di più alla concezione filosofica di Cartesio, che mi ha colpito in modo particolare per la sua celeberrima frase “ego cogito ergo sum” ,“penso dunque sono”. Nella prima parte del suo libro egli parla del buon senso, della ragione che come disse Cesare Cantù è come un cannocchiale che fa vedere da lontano il male e il bene. La cosa che mi ha interessato di più nella prima parte del libro, è stata la forte critica che Cartesio muove verso coloro che studiano senza occuparsi dei problemi reali e attuali, infatti per me gli intellettuali sono coloro che utilizzano le loro conoscenze per migliorare la società.

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  18. Rossella M. IVA31 dicembre 2013 12:38

    Siamo ancora agli inizi di questo libro di Cartesio ma già egli pone argomenti che mi fanno riflettere molto ! Ciò che ammiro di Cartesio è la volontà di creare un nuovo metodo che faccia mantenere l individualismo di ognuno! Infatti il sistema filosofico consisteva in una serie di rifacimenti, perché ogni filosofo aveva represso o modificato il pensiero di altri, mentre Cartesio cerca un metodo capace di farci ripartire da zero. A tal proposito egli afferma che è difficile creare cose perfette quando si lavora solo a partire dalle opere altrui! Percui egli secondo il mio punto di vista ci spinge a fare una ricerca personale, pervenendo ad una verità attraverso un processo pesonale razionale.
    Il concetto che fin'ora ho più apprezzato di Cartesio, è che per introdurre questo nuovo metodo ci invita, non potendo cambiare il mondo, a incominciare a cambiare noi stessi ed ecco che anche il mondo cambia!

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  19. Il pensiero di Cartesio, fino ad adesso, è stato quello che mi ha maggiormente interessata. Oltre alla sua frase “Penso, dunque sono”, applicare un metodo nella nostra vita, credo che ci aiuti a vivere in maniera più semplice. Leggendo il suo “Discorso sul metodo”, ciò che mi ha fatto riflettere, è stato il punto in cui egli si chiede in che modo saremmo cresciuti se non fossimo stati condizionati da pregiudizi e avessimo utilizzato solo la ragione. Questo suo interrogativo mi ha incuriosita…quasi quasi mi piacerebbe rinascere per vedere come sarebbe stato crescere solo seguendo la mia razionalità. Anch’io sono d’accordo con Rossella; per cercare di migliore le cose, dovremmo iniziare a cambiare noi stessi, condividere le nostre opinioni insieme agli altri che la pensano diversamente da noi, confrontarci con essi, e prendendo come esempio ogni individuo, senza disprezzare nulla. Sono sicura che Cartesio continuerà a stupirci.

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  20. Domenica IV AS3 gennaio 2014 14:51

    Questa prima parte del libro Cartesio contiene alcune considerazioni riguardanti le scienze. Secondo il filosofo è proprio la ragione unita alla conoscenza della matematica che consente all’ uomo di distinguere il vero dal falso, per quanto le strade da percorrere siano molteplici e non tutte giuste, cosa che genera le diverse opinioni sulle cose, e quindi che la diversità delle nostre opinioni non dipende dal fatto che alcuni siano più ragionevoli di altri, ma soltanto da questo, che facciamo andare i nostri pensieri per strade diverse e non prestiamo attenzione alle stesse cose. Perché non basta avere buono l'ingegno; la cosa principale è usarlo bene.

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  21. Concordo pienamente con Rossella che la parte, fino a questo momento, più interessante del “discorso sul metodo” di Cartesio è quella in cui egli ci esorta a ragionare con la nostra testa non partendo da idee o pensieri fatti da altri prima di noi ma partendo da zero per creare un nostro pensiero personale. Dobbiamo considerare che questo non è per niente facile poiché, come lo stesso Cartesio dice, noi sin da piccoli riceviamo un’educazione soprattutto religiosa che non dipende dalla nostra volontà ma dalle idee o credenze di un intero popolo, quindi già da piccoli i nostri pensieri sono influenzati. Mi sta interessando molto questo libro anche perché Cartesio utilizza esempi molto semplici, facili da capire, arrivando, a differenza di Socrate, senza troppi giri di parole al punto fondamentale del discorso.

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  22. Antonino C. IVA4 gennaio 2014 22:53

    Leggendo il “Discorso sul metodo” scritto da Cartesio, ho avuto modo di ammirare e apprezzare maggiormente l’importanza di questo illustre filosofo.Infatti egli viene considerato il filosofo del dubbio, perchè egli dubita di tutto pur di giungere alla verità. Molte volte la maggior parte di noi archivia le cose che sembrano apparentemente scontate ma che in realtà non lo sono, al contrario spesso risulta necessario riflettere su tutto ciò che si fa. Un altro motivo per il quale condivido il pensiero cartesiano è perché egli non si considera intelligente, sebbene dotato di notevoli capacità. A mio avviso la sua modestia è una caratteristica fondamentale perché così facendo egli si paragona alle altre persone senza vantarsi e senza sfociare nella presunzione; un comportamento il suo che non tutti riescono ad assumere.

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  23. La lettura di questo libro mi sta molto incuriosendo. Cartesio con un linguaggio molto semplice e chiaro, nel suo libro “Il Discorso sul Metodo” cerca non solo un metodo che gli permetta di pervenire alla conoscenza, ma anche un metodo che sia pratico per la nostra vita, infatti, sono d’accordo con quello che ha scritto Noemi, sul fatto che applicare un metodo alla nostra vita, possa servire per trovare la via giusta da seguire. Penso, come hanno già scritto le mie compagne, che per migliorare il mondo, prima di tutto dovremmo iniziare a migliorare noi stessi, ma questa deve essere una cosa che dovremmo fare tutti, se vogliamo che nel mondo cambi qualcosa. Sono curiosa di scoprire cosa ci riserverà Cartesio.

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  24. Sulla base della prime pagine di questo libro posso dire di aver apprezzato abbastanza il metodo adottato da Cartesio. Credo sia infatti molto stimolante e utile cercare di mettere da parte cose già accertate e considerate vere per cercare di indagare con la propria mente su tutto il possibile. A volte infatti, come spiega Cartesio stesso aiutandosi con l’esempio di una casa che dopo molto tempo inizia ad essere pericolante , avviene che cose già ben risapute possano non essere più valide col passare del tempo o per qualche errore non essere corrette. Un esempio riguardante questo è dato secondo me dalla ricerca : la medicina progredisce ogni giorno di più e può capitare che molte malattie considerate in passato incurabili possano venir facilmente debellate grazie a molte persone che si impegnano magari a ripartire da zero per verificare ed eventualmente correggere gli errori o le mancanze che ci sono state fino a quel momento.

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  25. “Il discordo sul metodo” di Cartesio, ritengo sia un libro molto interessante, semplice e facile da comprendere. Perciò che abbiamo potuto leggere fin’ora, i concetti che mi hanno fatta riflettere sono sostanzialmente due. Ognuno dovrebbe pensare con la propria testa riuscendo a formulare idee personali e non dettate dal pensiero di altri . La capacità di ragionare è propria di tutti quindi siamo in grado, allo stesso modo, di farlo. Però come ha detto Chiara , le nostre idee fin da piccoli sono influenzate, poiché siamo soggetti alle tradizioni, a una mentalità di paese, a determinate usanze e costumi, pertanto sarebbe difficile riuscire a creare o esporre un'opinione per paura che sia giudicata o considerata sono certi punti di vista sbagliata, perché diversa da quella di molte altre persone. In merito a ciò che affermano Rossella e Noemi , vorrei dire che è vero che per migliorare le cose dovremmo iniziare a cambiare noi stessi però allo stesso tempo credo che a dirlo siamo bravi tutti, ma in fondo, pur volendo” cambiare il mondo” non ci proviamo davvero.

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  26. Cettina Papalia IVAS6 gennaio 2014 22:25

    Anch’io concordo pienamente con le mie compagne!
    Sono convinta che prima di cambiare gli altri bisogna cambiare noi stessi, siamo troppo influenzati come diceva anche Rossana dai pregiudizi, dalle mentalità sbagliate, dai ragionamenti della gente che ci influenzano soltanto in negativo e qui mi rifaccio agli "idola" di Bacone... è giusto secondo me creare un metodo, perché sarebbe costruttivo prima per noi stessi e poi per gli altri, ci aiuterebbe a pensare di più con la nostra testa, evitando così conclusioni affrettate e ci farebbe credere di più in noi stessi, facendoci capire che magari sarebbe ora di uscire dagli schemi e creare un ambiente nuovo, basato sul dialogo e sull'ascolto reciproco... Mi sta facendo riflettere tanto, grazie anche al linguaggio semplice che arriva dritto in testa!
    Spero che anche la restante parte mi sappia coinvolgere!

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  27. Ferdinando IVA6 gennaio 2014 22:51

    Dalla lettura di tale libro, non posso che essere fermamente d’accordo con l’opinione espressa da Rossana, infatti a mio parere dobbiamo iniziare a cercare di porci nuovi interrogativi sullo svolgersi e il susseguirsi degli avvenimenti … A me sinceramente piacerebbe entrare in questa nuova ottica in cui tu inizi a porti al centro di un qualcosa che si muove ed evolve attorno a te ….In particolare sarei molto felice se iniziassimo tutti a ragionare con la nostra testa senza avere paura di mettere in mostra le nostre opinioni, i nostri pensieri, i modi di fare senza impiantarsi nelle tradizioni ed esperienze ricavate dall’evoluzione della nostra persona … Arrivare dunque in un mondo incentrato principalmente sulla ricerca di nuovi orizzonti …

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    1. Sarebbe molto interessante vedere che cosa succede... ma possiamo riuscirci almeno durante i laboratori di filosofia o anche in questo spazio...

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  28. Leggendo il libro di Cartesio posso dire che è uno dei pochi libri di scuola che mi ha colpito, soprattutto perché si pone con un linguaggio molto semplice che può essere compreso da tutti. Mi è piaciuto come Cartesio spiegandolo nel libro utilizzava il metodo matematico per risolvere i problemi, selezionandoli con il proprio metodo per poi arrivare alla risoluzione di essi. Questo sarebbe una cosa che mi piacerebbe adottare nella vita cosi magari si arriverebbe a fare la cosa giusta senza reagire istintivamente. Un'altra cosa che mi ha colpito come ha già detto Rossana è la capacità di ragionare è propria di tutti quindi siamo in grado tutti di farlo. E mi riallaccio ai pensieri degli altri ovvero che dovremmo iniziare a cambiare noi per poter migliorare il mondo in cui viviamo. Spero che continuerà a colpirci questo libro...

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  29. Cartesio è un gran filosofo e lo testimonia il suo libro dove è evidenziato il suo ingegno e la sua perspicacia. Egli centra perfettamente un argomento contemporaneo: ragionare con la propria testa e non essere influenzati dalla tradizione e dagli altri che in linea di massima professano l'ignoranza. Ecco, questo è quello che io personalmente cerco di fare in ogni situazione e anche se spesse volte cado in errore, almeno ho la consapevolezza di aver pensato con la mia testa e di non essere stato condizionato dagli altri. In questo tempo è più unico che raro trovare qualcuno in grado di farlo, perciò dobbiamo ammettere che tutti indistintamente o poco o tanto, siamo condizionati da qualcuno o da qualcosa. Inoltre mi trovo in sintonia con Cartesio nell'uso di un metodo; credo sia importante avere un metodo e un filo logico in tutto quello che si fa anche perché e più facile interpretare qualsiasi situazione. Allora due punti importantissimi ci può insegnare Cartesio: un metodo e pensare con la propria testa. Condivido anche nel dubitare su tutto per trovare sempre la verità ma tranne che su quei legami e quelle verità interiori su cui io non dubiterei mai. Ascolterò con attenzione quello che Descartes avrà ancora da dirci.

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  30. Carissimi, è vero che Cartesio ci spinge a non accontentarci della conoscenza infusa, ossia delle scoperte fatte, ma non perché siano sempre sbagliate. Sembra una buona abitudine cercare da soli la soluzione ai problemi, ma è anche opportuno confrontarsi con la tradizione, anche qui senza pregiudizi. Se rifiutassimo il sapere tradizionale dovremmo ogni volta ricominciare da capo... la grandezza del metodo di Cartesio sta, forse, nello stimolo a cercare la verità, con le nostre forze... essendo anche pronti a riconoscere che tale verità può essere anche nella tradizione. Il punto sta nel non accettare passivamente il sapere, ma nel diventare noi stessi artefici di questo sapere.

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  31. Purtroppo mi ritrovo in una situazione insolita per me poiché in questo libro Cartesio mi ha dato poche opportunità per mettere in atto una tesi critica nei suoi confronti, e questa è una cosa che mi fa male in quanto io sono in tipo molto critico e scettico. Con questo non voglio dire che cerco solo di concentrarmi sugli aspetti dove io ho considerazioni diverse, invece ammiro e conservo ciò che è riuscito a persuadermi tentando, allo stesso tempo, di formulare una tesi su quello dove io non sono d’accordo. Ritengo che Cartesio ci abbia dato un grande metodo da utilizzare nella vita di tutti i giorni per risolvere problemi, combattere pregiudizi e trovare la verità tuttavia pochi riescono a capirne l’importanza e altrettanto pochi riescono a utilizzarlo. Come ho letto dai miei compagni è vero che purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) siamo radicati all’interno di tradizioni, idee, pensieri che ormai sono sedimentati all’interno di noi e che in alcuni casi ci impedisco anche di pensare ciò che vogliamo. Crescere e imparare ci dà l’opportunità di pensare e scegliere con la nostra razionalità per fare non del mondo ma di noi stessi quello che vogliamo essere. Ecco perché ritengo che sia importante conoscere ed essere saggi per essere anche sapienti e poter scegliere il meglio. Non sono d’accordo con ciò che dice Laura sul fatto che bisogna mettere da parte quello che è considerato vero. La storia dell’uomo ci mostra come la nostra evoluzione è stata possibile grazie a grandi uomini che hanno scavato ancor più in profondità all’interno di cose che erano considerate principi evidenti e incontrovertibili riuscendo a giungere a nuove verità, nuove conoscenze che forse un giorno verranno confutate portando alla luce nuove realtà. Ci basta pensare che un tempo si credeva che la terra fosse al centro dell’universo e oggi grazie allo studio, alla volontà, al coraggio di grandi uomini sappiano che non è così. Spero proseguendo nella lettura di aver l’opportunità di sfidare Cartesio mettendomi alla prova e cercando di far prevalere le mie considerazioni sulle sue.

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    1. Caro Giuseppe, magari sarà Cartesio a persuadere te.... e adesso che abbiamo lanciato la sfida... continuiamo a leggere...

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  32. Cartesio continua a stupirmi sempre di più…la cosa che mi ha fatta riflettere maggiormente è stato il fatto che Cartesio pensa che tutto cambia, come lo stesso Eraclito, e quindi anche le nostre idee possono trasformarsi. Questa è una concezione che dovremmo seguire la maggior parte di noi; ci capita spesso di sbagliare e non riuscire ad ammettere i nostri errori proprio perché la pensiamo in un determinato modo, e per orgoglio, o presunzione, non ci rendiamo conto che la nostra idea è sbagliata. Quindi, Cartesio, con questo pensiero esposto tra le pagine del suo libro, cerca di farci capire che attraverso il cambiamento delle nostre idee, possiamo migliorare. Inoltre, secondo me è proprio vero che chi dubita inizia a scoprire…perché pensandoci, è proprio attraverso le domande che ci poniamo che iniziamo a conoscere le cose, mentre se non avessimo nessuna curiosità o nessun dubbio tutto resterebbe fermo. Concordo su ciò che ha detto Ferdinando: se ognuno RIUSCISSE ad esprimere le proprie opinioni e confrontarsi con gli altri senza temere di ricevere offese o prese in giro, i rapporti tra le persone migliorerebbero, perché ognuno RIUSCIREBBE a confrontarsi con l'altro senza problema.

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  33. “Il discorso sul metodo” è un libro che mi ha molto interessato sin dalle prime pagine. Il metodo suggerito da Cartesio penso sia molto utile per affrontare gli ostacoli che si presentano durante la nostra vita. Penso inoltre che questo metodo è molto difficile da attuare, in quanto ognuno di noi è talmente attaccato alle tradizioni e ai pregiudizi che sono radicate in noi e che involontariamente influiscono sul nostro modo di pensare e agire. Sono inoltre d’accordo con ciò che ha detto Noemi, e cioè che soltanto dubitando possiamo riuscire a conoscere veramente l’essenza delle cose, infatti penso che senza dubbio non c’è certezza.

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  34. La lettura intanto continua, e con Cartesio stiamo scoprendo nei dettagli quello che lo ha portato a costruire il proprio metodo e le fondamenta dello stesso. Sono d'accordo sul rispettare la tradizione giacché proprio da esse ci pervengono molte conoscenze alcune vere e altre false, ma dobbiamo essere proprio noi a cercare di limare le medesime e sopratutto di metterle in discussione, di dubitare, e cosi scoprire se quello che ci è giunto è vero o e falso, se debba essere cambiato, (almeno nel nostro pensiero) o se debba essere condiviso o magari correggere soltanto qualche sbavatura. Un altro aspetto molto importanze è la coerenza, la coerenza delle proprie idee del proprio pensiero; fare le proprie scelte, analizzando come sempre il problema, ma allo stesso tempo essere coerenti per non mostrarsi agli occhi altrui "bandiere".Non sono d'accordo invece sul non cercare di modificare l'opinione altrui in quanto l'uomo può ricercare il giusto da solo; semplicemente perché anche se l'uomo è in grado di ricercare il giusto, come osserva Cartesio egli per natura può ricercare il male, quindi il proprio giudizio può essere sbagliato e talvolta finire, nei casi più gravi, in una tragedia, come ci insegna la shoah; perché tutto è partito da un giudizio sbagliato se non vogliamo parlare di pazzia. Perciò è bene correggere o almeno provare a farlo magari confrontando pacificamente 2 opinioni opposte.

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  35. Cambiare idea... è possibile... essere monolitici è molto pericoloso... sono d'accordo con te...

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  36. Personalmente ritengo che il male sia un allontanamento dal bene .Credo che infondo, un po’ tutti, chi per ingenuità chi per poca coscienza, possediamo una piccola tendenza a questa forza negativa che in alcuni casi, essendo più forte di noi ,ci impedisce di agire seguendo ciò che è veramente giusto. Non penso che il male fatto sia dovuto ai geni o che chi lo fa è facilmente riconoscibile dai tratti somatici ma credo sia determinato a delle mancanze che una persona può aver avuto durante l’infanzia, da delle storie poco piacevoli o avvenimenti che lo abbiano in qualche modo potuto segnare, dall’educazione ricevuta e dalla cultura. Proseguendo la lettura de “Il discorso sul metodo” di Cartesio posso dire che mi avvicino all’idea del filosofo, contrapposta a quella di Freud, in riferimento ai sogni. Infatti per me questi ultimi non hanno alcuna influenza o concordanza che li accomuna alla realtà.

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  37. Be', Cartesio non dice che i sogni non hanno niente a che fare con la realtà... Freud parla di inconscio... e ciò non è una questione di fede... l'inconscio esiste e ci parla... ne discuteremo meglio.... ;-)

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  38. Antonino C. IVA17 febbraio 2014 14:50

    Le ultime pagine del “Discorso sul metodo” rappresentano per me e credo anche per tutti gli altri un punto di svolta, perché Cartesio cerca di definire e di analizzare l’esistenza del male. Secondo il mio personale parere egli raggiunge in parte il suo obiettivo; infatti egli vede il male come un qualcosa che non appartiene a tutti noi indistintamente, anzi esso si presenta come una scelta secondaria. Questo perché Dio viene definito da lui come un essere perfetto che non ha potuto in alcun modo infonderci, sin dalla nascita, questa determinata facoltà. Inoltre l’applicazione del male dipende dai contesti in cui esso si verifica, perché possono capitare delle occasioni in cui risulta inevitabile. Quindi come dice Cartesio per evitare di commettere il male è necessario utilizzare l’intelletto. Un altro fattore determinante è la libertà che Dio ci ha donato e che noi in molteplici situazioni non sappiamo farne buon uso, quindi per evitare il manifestarsi del male e il trionfo del bene bisogna porre dei limiti.

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  39. Sono d'accordo con lei professore, anche se Cartesio conferisce al sogno una realtà non esistente quando parla del dubbio iperbolico, tuttavia afferma nello stesso che anche la quotidianità potrebbe essere e non essere. Pertanto, credo che Cartesio nega in un certo senso il sogno e la quotidianità per affermare che alla fine entrambi sono strettamente collegate e che talvolta i sogni sono delle immagini illanguidite, per dirla alla Hume, della realtà esistente: un riflesso sbiadito della realtà.

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  40. Sono d'accordo con lei anche sull'esistenza dell'inconscio e ho una grande curiosità di sapere cosa Freud dice ma ancora dobbiamo aspettare un altro anno, tuttavia devo dire che tutti nell'infanzia abbiamo subito un trauma ognuno in diversa misura. Per quanto riguarda il male io come ho già detto a scuola é un'invenzione dell'uomo qualcosa che esiste solo da ostacolo per il bene é la peggiore manifestazione del bene e allo stesso tempo la più grande conferma. Uno non può capire il bene se non prima arrivi a fare il male. Comunque è molto interessante la parte che leggerò presto a poco.

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  41. Cartesio continua a stupirmi pagina dopo pagina. Per quanto riguarda i sogni, caro Prof, concordo con voi, perché molto spesso mi é capitato di trovare una soluzione ad un problema dentro un sogno...ed é proprio per questo che il mondo di Freud mi affascina sempre di piú, e non vedo l'ora di studiarlo e capire ancora piú a fonfo come funziona il nostro inconscio. Per quanto riguarda la questione del male, vorrei aggiungere oltre a ciò che ha detto Rossana che secondo me il male é un qualcosa generato dall'uomo.
    Una cosa particolare che mi fa riflettere ancora adesso é...Se dio é un essere perfetto e ha dato la vita all'uomo, perché ha creato l'uomo come un essere imperfetto? Non riesco a darmi una risposta a questa domanda...avrà ragione, per esempio Hobbes, il quale considera la realtà solo materiale escludendo l'esistenza di esseri spirituali?? Direi che Cartesio ha compiuto al meglio il suo compito, ovvero di farmi dubitare.

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  42. Continuando la lettura del"Discorso sul metodo", stiamo conoscendo meglio il metodo del filosofo. Sono d'accordo inoltre con Jeremy riguardo le tradizioni, infatti penso che queste ci aiutano a conoscere, sta a noi poi decidere quali sono vere e quali false. Sono d'accordo inoltre con Rossana rigiardo il male, infatti penso che quest'ultimo sia soltanto un allontanamento dal bene e a volte penso sia condizionato da eventi del passato che hanno lasciato un segno nella vita di ognuno di noi. Riguardo ai sogni invece penso che molte volte ci sia qualcosa che collega i sogni alla realtá. Penso inoltre che i sogni a volte ci portano a riflettere.

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  43. Per quanto riguarda i sogni, come già discusso in classe, credo che infondo siano frutto dei nostri desideri, delle nostre paure, segnale di quello che noi pensiamo possa accadere ed esplificazione e ricordo di tutto ciò che ogni giorno viviamo. Sono fuori dal nostro controllo, a volte il significato è contrario al sogno stesso e, visto che provengono dal nostro inconscio sembra quasi che durante il loro evolversi il nostro io, come un libro a noi in parte sconosciuto si aprisse completamente permettendoci di essere coscienti delle nostre forze delle nostre debolezze delle nostre paura, ma anche dei nostri difetti. Non rappresentano l'esatta realtà delle cose e dei fatti di ogni giorno ma la realtà di ognuno di noi, proveniente dal profondo del nostro essere. Non credo, infine, ai sogni "premonitori", penso sia una cosa impossibile poter prevedere ciò che accadrà. Sono soltanto un caso che deriva dalle associazioni e soprattutto modificazione che la mente fa, basandosi sui nostri sentimenti, riguardo ciò che già sappiamo essere stato programmato.

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  44. La cosa che sicuramente posso concordare con Cartesio è che i sensi talvolta ci ingannano. Il punto interessante secondo me è che egli non dice che ci ingannano sempre e non sono mai attendibili però poiché non possiamo distinguere con certezza quando ci stanno ingannando e quando invece no, siamo indotti a pensare di non poterci fidare dei sensi. Non sono molto d’accordo con Rossana riguardo i sogni, secondo me sono infatti frutto dei nostri pensieri più profondi, poiché lo stesso Cartesio dice che non siamo mai portati a dire ciò che pensiamo secondo me è proprio nei sogni ci liberiamo da ogni muro ed insicurezza e ci lasciamo andare. Infatti dalla mia esperienza personale sono arrivata a pensare che i sogni hanno uno stretto legame con la realtà.

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  45. "Il sogno (...) costituisce la realizzazione di un desiderio", di un desiderio che la coscienza reputa magari vergognoso e che "è proclive a ripudiare con stupore o con indignazione". Tuttavia, non c'è da credere che l'azione rimuovente dell'io cessi del tutto durante il sonno: "una parte di essa rimane attiva, come censura onirica, e proibisce al desiderio incosciente di manifestarsi nella forma che gli è propria". A motivo della severità della censura onirica, "i contenuti onirici latenti devono (...) sottoporsi a modifiche e ad attenuazioni, che rendono irriconoscibile il significato proibito del sogno". Così si spiegano quelle deformazioni oniriche, alle quali i sogni devono le loro tipiche caratteristiche di stramberia. In conclusione: "il sogno è la realizzazione (maschera) di un desiderio (rimosso)". E da quanto detto comprendiamo perché, ad avviso di Freud, "l'interpretazione dei sogni è (...) la via
    regale per la conoscenza dell'inconscio, la base più sicura delle nostre ricerche (...). e quando mi si chiede - dice Freud - come si possa diventare psicoanalista, io rispondo: attraverso lo studio dei propri sogni".

    Tutto il materiale che costituisce il contenuto di un sogno è in qualche modo derivato dall'esperienza, cioè è stato riprodotto o ricordato nel sonno: questo almeno può essere considerato un fatto indiscusso.
    Sigmund Freud da "L'interpretazione dei sogni"

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  46. Anch'io, in parte, la penso come Chiara: anche secondo me i sensi spesso ci ingannano, ma credo che a volte essi non ci ingannino: spesso mi ritrovo con la consapevolezza di sentire qualcosa attraverso il cosiddetto "sesto senso" e non capisco se sia davvero un mio senso che mi fa sentire certe cose o non so nemmeno io cosa e non sono ancora riuscita a darmi una risposta... Allora perché spesso sentiamo per esempio che sta per accadere qualcosa di brutto o di bello? che cosa ci porta a questo? Invece per quello che abbiamo discusso in classe per quanto riguarda i sogni anch'io adesso sono arrivata a pensare anche grazie alle vostre lezioni, Prof., che i sogni siano strettamente legati alla realtà, basta solo saperli interpretare, prima pensavo il contrario che i sogni non c'entrano niente, perché non ho mai dato una giusta interpretazione a essi e pensavo che non c'entrassero niente con la nostra vita ma sono certa che non è per niente cosi...

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  47. Domenica III AS27 febbraio 2014 17:59

    Continuando la lettura del libro, Cartesio arriva all'esistenza di Dio attraverso tre dimostrazioni: secondo la prima dimostrazione il dubbio dal quale è emersa la verità del "penso, dunque sono" esprime di per sé imperfezione del soggetto, quindi riconoscimento di tale imperfezione. Ma questo riconoscimento non sarebbe possibile se non avessi l'idea del perfetto e non potrei avere tale idea se non mi venisse da un essere, cioè da Dio. Dunque sono portato all'esistenza di Dio. La seconda dimostrazione dice che se si fosse creato da solo si sarebbe creato perfetto quindi non avrebbe dubbi su chi l' avesse creato, e questo dimostra che Dio esiste. Ecco poi la terza dimostrazione: l'esistenza di Dio quale essere perfettissimo e "compresa" nella sua idea. Infine ancora un'altra verità: non soltanto l'io e Dio conosciamo, ma anche un mondo che si estende fuori di noi, diverso da noi.

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    1. Domenica, perché pensi di essere ancora in Terza?... A parte questo mi piacerebbe sapere la tua opinione su quanto dice Cartesio....

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  48. Ferdinando IVA2 marzo 2014 18:41

    Riflettendo sempre più spesso sull’opinione espressa da Jeremy, mi vorrei inserire anche io ad affermare una mia opinione riguardante il male. È evidente che l’uomo vive in una realtà in cui è difficile concepire l’esistenza del male; male probabilmente è ciò che ci allontana dal bene, male è ciò che non ci rende uomini e dunque ciò che ci allontana dalla nostra vera essenza. Contrariamente da quanto detto da Jeremy, il male non può essere definito una pura invenzione dell’uomo in quanto il male vive nel momento in cui l’uomo non è uomo cioè un essere puramente materiale. Non può essere definito invenzione in quanto l’uomo si rende conto quando compie il male e sa che allo stesso modo gli può resistere perfettamente. Dunque bisognerebbe cercare di capire invece quale sia il metodo per resistere a tale situazione in cui non possiamo definirci esenti quasi delle vittime ma definirci responsabili di ogni azione da noi compiuta. Bisognerebbe capire che il male nasce nel momento in cui mi sento povero nella realtà che mi circonda.

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  49. Ops... certo il tema è complesso... bello è leggere i vostri punti di vista su questo argomento. "Mi sento povero nella realtà che mi circonda"... mi sembra una frase interessante, potresti anche chiarirla meglio, caro Ferdinando... Sarebbe interessante leggere insieme, in classe l'articolo uscito su Micromega di febbraio
    Daniel C. Dennett – Criminali si nasce o si diventa?
    È colpa dei nostri geni se ci comportiamo male? Un’infanzia trascorsa tra abusi e stenti può renderci così? O dobbiamo chiamare in causa la nostra cultura che esalta i dominanti? Il libro Anatomy of violence di Adrian Raine, studioso di neuroscienze, pone degli interrogativi sull’attitudine criminogena di alcuni individui, arrivando a sostenere che la causa dello squilibrio a volte sia un difetto anatomico del cervello, come una regione poco o eccessivamente sviluppata. Ma le componenti non genetiche continuano a giocare un ruolo centrale. E a garantire dunque la nostra libertà (e responsabilità).

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  50. Cettina Papalia IVAS3 marzo 2014 17:15

    Anche io trovo interessante la frase di Ferdinando e penso come lui che il male non sia una pura invenzione dell'uomo, sinceramente ancora non riesco a darmi una risposta su questo poichè mi pongo sempre molte domande però è vero, l'uomo quando sbaglia se ne rende conto, alcune volte cerca di rimediare, altre cerca semplicemente di evitare la situazione per questo secondo me non può essere un'invenzione; così anche i sogni, ho una grande curiosità di sapere le tesi del filosofo Freud, a mio parere non bisogna sottovalutarli, perchè personalmente leggendo le interpretazioni le cose coincidono il più delle volte. Comunque non si può mai sapere fino in fondo l'effettivo significato e importanza che essi potrebbero avere..

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  51. Il libro di Cartesio, come ho già detto altre volte, è stato molto interessante poiché ci ha permesso di ampliare le nostre conoscenze, ci ha spinto a riflettere, a ragionare con la nostra testa ,a non lasciarci influenzare facilmente , a non essere fin troppo precipitosi , ad apprezzare le cose e ad imparare a vederle in modi diversi , a relazionarci e confrontarci con gli altri, a capire, a porci delle domande favorendo, a me personalmente, la confutazione delle tesi che avevo riuscendo ad arrivare a conclusioni più giuste e infondo ovvie. Ad esempio, sul discorso dei sogni continuavo a ripetermi che non avessero alcun nesso con la realtà ,pur a volte dubitando di ciò ; parlando con lei prof ed anche analizzando i pensieri dei filosofi (Cartesio e Freud) sono arrivata alla conclusione che questi hanno un legame vero e proprio, essendo frutto dei nostri desideri più nascosti . Un'altra tematica che al momento scrivendo mi ritorna in mente è quella della fortuna ; talvolta la ricerchiamo, la pretendiamo , ritenendo ed avendo la certezza che arrivi lasciandoci così travolgere e sovrastare dalla noia(ecco non dovremmo farlo , si dice che la fortuna giri , ma puoi averne un colpo una volta ogni tanto). Sicuramente, il passo del testo che mi ha portato ad avere più idee era quello che faceva riferimento al male. A riguardo sono sicura della mia opinione che già in precedenza ho espresso . Leggere un libro,in questo caso specifico “il Discorso sul metodo” ,con interesse e attenzione ci ha favorito un filo logico da seguire e ritengo sia un ottimo modo per imparare perché ogni argomentazione ci rimane impressa.

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  52. Ferdinando IVA22 marzo 2014 17:35

    Ebbene abbiamo terminato di leggere il libro di Cartesio “Il discorso sul metodo” e da quanto scritto dal filosofo diverse tematiche esposte si sono messe in evidenza … potremmo parlare del tema del male, della fortuna, dei sogni, temi che senza dubbio sono significativi. Andando ad analizzare quanto detto da Rossana nella tesi da lei esposta, riguardante la fortuna, sono perfettamente d’accordo del fatto che la fortuna oggi è un qualcosa di continuamente ricercato, qualcosa che l’uomo d’oggi tenta di arrivare incessantemente dimenticando quasi in maniera indifferente che vive in una realtà che è sempre e comunque sopraffatta da quell’ingordigia del possedere, passione dell’avere che uccide il nostro tempo, che uccide i nostri desideri che ci portano ad arrivare qualcosa che va oltre, qualcosa che ci possa far allungare ed estendere quei limiti della conoscenza attuale … e quindi l’uomo si trova inerme improvvisamente davanti a un mondo che corre … oggi come sappiamo la vita ci rende sempre più spesso schiavi di realtà che ci pervadono … noi viviamo in un mondo in cui tutto gira intorno al gioco, e si caratterizza inevitabilmente di gente che è fortunata e di altra che invece rimane indietro … ma una realtà così, non è possibile concepirla in quanto ognuno ha uguali capacità rispetto agli altri, ognuno si differenzia dall’altro perché come si dice “il mondo è bello perché è vario”… il mondo oggi non può accettare che un uomo per il gusto di giocare, cada nella dipendenza del divertimento di macchine che non portano altro che l’uomo ad uccidere il suo essere determinato e creato per compiere ben altro … bisognerebbe cercare di capire dunque quale sia la via che si deve seguire nella vita per non cadere nell’orribile abisso della monotonia che distruggerà unicamente l’uomo e la sua mente … altro argomento su cui vorrei soffermarmi è la tesi che riguarda il sogno … probabilmente esso è puramente la realtà che noi vorremmo si avverasse, il sogno nasce dall’insoddisfazione della vita reale, è un qualcosa che l’uomo dunque vorrebbe veder avvenire per cambiare la vita quotidiana e allora altro non può fare se non desiderarla in un qualcosa che va oltre il reale … è noto che durante la notte facciamo centinaia se non addirittura migliaia di sogni ma quello che mi chiedo io è come riuscire a ricordare un sogno fatto nel mezzo della notte visto che gli unici che ricordiamo sono fatti poco meno tre ore prima del nostro risveglio??e qual è il contenuto di tali sogni????sono uguali a quelli che facciamo prima di svegliarci oppure ci rappresentano la vita reale visto che si parla molto spesso di sogni premonitori???sicura è la loro origine ovvero l’inconscio anche se verrebbe da chiedere quale è in realtà il loro fine … forse avvisarci di ciò che avverrà … comunque ringrazio Cartesio avendo dato a me e a tutti noi una linea guida su come metterci a confronto con la realtà i cui viviamo…

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  53. Antonino C. IVA22 marzo 2014 22:48

    La lettura del libro di Cartesio ha destato la mia attenzione, durante le ore di laboratorio, perché mi ha permesso di ampliare le conoscenze riguardanti Cartesio, che ha spiegato dettagliatamente il suo pensiero. Egli è perciò un personaggio determinante, perché da un avvio alla filosofia moderna e scrive il suo principale libro in francese, affinchè le sue conoscenze possano essere comprese anche dalle persone meno colte. Per questo motivo egli non si considera più intelligente degli altri, ma cerca solamente di trasmettere il proprio sapere a tutti, senza grandi pretese. Egli divide il libro in sei parti per spiegare a fondo i diversi temi, come quelli riguardanti le scienze in cui assume un ruolo preminentente la matematica, considerata superiore rispetto alla filosofia, a causa dell’evidenza e della certezza dei suoi ragionamenti. Tutto ciò a mio avviso è parzialmente vero perché i filosofi non erano riusciti a pervenire alla vera conoscenza, mentre la matematica si fonda sulla certezza. C’è da dire però che attraverso lo studio della filosofia è possibile far nascere uno spirito critico e quindi mettere in dubbio anche le cose certe, infatti Cartesio è anche il filosofo del dubbio e a questo proposito determinante è il pensiero che secondo lui ci permette di provare la nostra esistenza. Questa affermazione da me è condivisa in parte perché per essere sicuri se ciò che facciamo sia giusto, in noi deve insorgere il dubbio che spinge alla ricerca, ma purtroppo la maggioranza delle persone rinuncia per pigrizia ad avviare questa ricerca. In seguito il filosofo affronta il tema sull’esistenza di Dio esponendo le tre prove che ci portano alla riflessione sulla nostra creazione, difatti almeno una volta nella vita ognuno di noi si è chiesto da chi sia stato creato. Anche il tema dell’anima è molto interessante, perché egli riesce ad individuare un punto di incontro tra anima e corpo nell’epifisi, posta alla base del cervello. Inoltre anche se conferma la distinzione tra anima e corpo, egli dice che l’anima non è un accessorio del corpo e che senza quest’organo sarebbe solo un ingrediente di esso. Infine secondo me questa lettura è stata appassionante e stimolante, perché ci ha portato a conoscere un grande filosofo come Cartesio, che ha trascorso la sua vita oltre che a viaggiare, a studiare per cercare di allargare gli orizzonti culturali riguardanti le tematiche più varie dell’esistenza umana.

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  54. Giuseppe. IVAs23 marzo 2014 16:30

    Sono d'accordo con Jeremy sull'argomento legato alle tradizioni e personalmente anche io penso che queste siano fondamentali perché alla fine il posto in cui viviamo, la società di cui facciamo parte, l'educazione che ci insegnano fanno di noi quello che siamo. Tuttavia gli uomini possiedono pensieri, vocazioni e opinioni differenti che danno vita alla diversità e ci legano a quello che desideriamo essere. La tradizione, a mio parere, va rispettata e seguita quando io sento dentro di me che quello che mi insegna è quello che voglio e desidero veramente. Non devo sentirmi frustrato dalla tradizione o devo essere costretto a seguirla. Io credo che la tradizione vada ricercata e questo é possibile solo attraverso lo studio, il viaggio, la scoperta e tutto quello che ci può permettere di trovare il vero significato della nostra esistenza. Riguardo al problema del male trovo molte difficoltà ad esprimermi: non mi pongo questo problema o almeno lo guardo da un punto di vista diverso e ancora non sono riuscito a giungere ad una soluzione. Non essendo legato ad alcuna fede o confessione, il mio pensiero è che il male rappresenta una creazione dell’uomo che nasce dalla sua imperfezione come razza dominante sulla terra grazie all’evoluzione. Il male è interno in noi e non c’è uomo che ne sia privo. Fa parte della natura umana che tende a sopraffare i più deboli e i suoi simili per imporsi sempre sopra gli altri. Ed è proprio la nostra natura unta nel male o come vogliamo chiamarlo, che ci porterà a distruggerci con le nostre mani inconsci dei limiti che gli uomini possiedono. Nella cultura popolare i sogni sono le nostre speranze di vita, le nostre aspettative e quello che vorremmo diventare in futuro. Io do poca importanza ai sogni, forse dovuta al fatto che ne faccio veramente pochi, e credo che se hanno realmente un significato è quasi impossibile interpretarlo, in quanto resta puramente frutto dell’immaginazione. Cartesio mi ha dato dimostrazione di quanto grande sia l’ingegno e l’astuzia umana, in quanto egli stesso porta alla descrizione del nostro mondo facendo credere che stia descrivendo un altro possibile mondo esistente. Questo è stato per me dimostrazione dell’intelligenza di quest’uomo che è riuscito a descrivere le sue tesi e allo stesso tempo proteggersi da possibili attacchi esterni. Proprio da questo io giustifico il fatto che Cartesio odiava scrivere libri, ma allo stesso tempo si rende conto della necessità di scrivere per non far partire i posteri da zero. Io ho imparato ad amare Cartesio per l’importanza che egli da alla riflessione, per la cura delle sue teorie, per l’impegno dedito alle scoperte scientifiche. Un uomo mai troppo sicuro di se stesso ma al contempo sicuro delle proprie capacità. Ogni giorno mi chiedo se mai esisteranno uomini come Cartesio e spero un giorno di poter dare una risposta positiva a questa domanda.

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  55. Caro Giuseppe, riguardo ai sogni ne parleremo l'anno prossimo, per adesso mi limito a darti questa breve spiegazione: Il motore dei sogni secondo Freud sono i desideri inconsci, non accessibili all'Io, (ecco perché sogniamo e lo dimentichiamo) che però operano nella psiche; durante il sonno rafforzano i loro effetti per via della minore attività della coscienza, e hanno dunque l'occasione di emergere sotto forma di immagine onirica.
    Freud distingue il contenuto manifesto, ovvero la situazione o la scena che appaiono direttamente in sogno, e il contenuto latente, ovvero ciò a cui il sogno nascostamente allude. Freud spiega la differenza col fatto che il sogno rappresenta la soddisfazione di un desiderio spesso inaccettabile all'Io del soggetto; di conseguenza, il contenuto latente viene trasformato in modo da non risultare riconoscibile, ed eludere in questo modo la censura applicata dal Super-Io del soggetto sognante.
    Freud inoltre ipotizza come il sogno tragga origine spesso da residui psichici diurni, cioè da materiale ed impressioni indifferenti o non completamente elaborati, ma che tali residui non sarebbero in grado di portare alla formazione del sogno se non si rafforzassero con un desiderio inconscio, per lo più infantile, in grado di amplificarlo e portarlo all'attenzione della coscienza.
    Secondo lui il sogno è una "realizzazione velata di desideri inibiti", cioè espressione di desideri che la coscienza disapprova e che non vuole siano rivelati. La coscienza esercita infatti una censura psichica impedendo a quei contenuti di emergere.
    Uno degli elementi storicamente fondanti e correlati della psicanalisi fu proprio lo sviluppo della tecnica della libera associazione, attraverso la quale Freud cercava di raccogliere informazioni sul significato latente dei sogni raccontati dai propri pazienti.

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  56. La cosa che ho trovato davvero interessante del libro di Cartesio è la sua semplicità nel trasmettere idee ed ipotesi molto complesse. L’intento di Cartesio, come abbiamo potuto leggere nelle sue ultime pagine, era quello di diffondere il più possibile le sue scoperte ed è proprio questo motivo che lo ha spinto a scrivere il libro in francese. Sicuramente, oltre tutti gli insegnamenti che ho potuto trarre da questo libro, la cosa più importante che ho capito è che studiare i filosofi dai vari libri di filosofia che possono dare la propria interpretazione non è la stessa cosa di leggere esattamente le parole del filosofo stesso, per questo motivo appoggio con ancor più certezza la decisione di leggere i libri in classe.

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  57. Visto che arrivati in quarto non è necessario esporre un riassunto sul libro, anche io mi voglio soffermare su alcuni punti trattati dai miei compagni perché alcuni mi vedono d’accordo e altri no.. Devo dire che la lettura di questo libro e le opinioni espresse sia in classe sia qui sul blog mi hanno fatta davvero riflettere su tante cose che magari molto spesso tralasciavo.. Per quanto riguarda la fortuna mi trovo d’accordo con Rossana sul fatto che noi la ricerchiamo in continuazione, aspettando quasi sempre con ansia che sia lei a cercare noi ma allo stesso tempo non capisco la visione così negativa di Ferdinando riguardo l’uomo e la sua sete di possedere. È vero che oggi viviamo in una realtà difficile, dove la tecnologia ha preso il sopravvento però non vedo la necessità di generalizzare e dire che l’uomo pensa solo al gioco. Sinceramente non credo sia così e credo in questo perché vedo sì un mondo sul quale sperare in un futuro migliore diventa una sfida ogni giorno però allo stesso tempo vedo anche grandi persone che fin dal passato si sono battute affinché questa piccola speranza diventi realtà e cito uno dei grandi che è Nelson Mandela. Un’altra tematica che mi sento di affrontare è quella delle tradizioni, è giusto rispettarle come diceva Giuseppe ma nelle nostre società sono proprio alcune di queste che tengono “incatenate” le menti delle persone che di conseguenza non riescono a liberarsi… e poi per quanto riguarda i sogni ho già detto in precedenza che non so proprio cosa pensare, forse come diceva Ferdi sono ciò che vorremmo si realizzasse o forse non rappresentano nulla! È un argomento che mi affascina molto ma sul quale purtroppo non riesco a darmi delle risposte… In ogni caso è stata davvero una piacevole lettura, sicuramente mi aiuterà ad iniziare a guardare in modo critico le cose e continuare a far nascere in me curiosità, riflessioni per tentare di cambiare le cose!

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  58. Siamo giunti alla conclusione del discorso sul metodo di Cartesio, ritengo che questo libro sia stato molto interessante e facile da capire anche grazie all'aiuto del prof, suscitando in me molta riflessione. Vari sono stati gli argomenti che mi hanno entusiasmata e permesso di dialogare con i miei compagni. Anche io la penso allo stesso modo di Rossana in riferimento alla fortuna, in quanto quest' ultima non persiste sempre e quindi dovremmo limitarci nel confidare in essa. Adesso attenderemo la lettura del prossimo libro, sperando sia sorprendente come questo!!

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  59. domenica napoli IVAS24 marzo 2014 08:40

    Leggendo questo libro nelle ore di laboratorio, Cartesio mi ha appassionato molto perchè credo che leggendolo si comprenda l'importanza di mettere in dubbio tutto. Sono d'accordo con Chiara, in quanto il filosofo con parole semplici è riuscito a far passare concetti molto complessi. Più argomenti mi hanno interessato, soprattutto l'idea del male. Di per sè penso sia allontanamento del bene ma l'uomo lo compie per svariati motivi che vanno o hanno già influenzato la sua vita in modo del tutto negativo. Ognuno su questa tesi ha avuto la propria idea, leggendo in classe ci siamo potuti confrontare tra di noi. Un altro testo allo stesso modo coinvolgente, sarebbe ottimo.

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  60. Avendo letto il libro di Cartesio, ho potuto notare la straordinarietà di uomini che, pur non avendo nessun mezzo tanto quanto i molteplici che abbiamo a disposizione noi se non quel mezzo che possediamo tutti ossia la ragione, sono riusciti a scoprire delle cose che a quel tempo era molto difficile. Tra questi c'era ovviamente Cartesio, durante il suo scritto abbiamo affrontato tantissimi temi oggetto di riflessione e discussione come possiamo notare dai commenti precedenti. Ho già dato le mie opinioni sui sogni, sto cominciando a credere che Freud abbia davvero ragione, nei sogni emerge la parte inconscia che tentiamo di reprimere a causa della nostra etica; però vorrei aggiungere che prima o poi questa parte repressa emergerà perché in realtà la mia volontà e quella il mio desiderio e quello è dovrò fare i conti con la realtà e poi non sarà solo un sogno. Sul tema della fortuna vorrei dire a Ferdinando che la fortuna non esiste, la fortuna si crea se proprio vogliamo attribuirgli una mezza realtà; la fortuna è qualcosa che l' uomo ha inventato per giustificare alcune sue attività: ad esempio in una partita di calcio è conveniente dire quella squadra è stata fortunata piuttosto che ammettere la sconfitta. L' uomo non va alla ricerca della fortuna nel gioco ma solo alla ricerca del denaro, per cui lo stesso farebbe di tutto pur di ottenerlo. Cmq credo che Cartesio sia una delle più grandi personalità dei secoli scorsi, uno di quelli che a cercato di rivoluzionare quel pensiero che restava attaccato agli assiomi ecclesiastici, Cartesio ha dimostrato che prima di trarre conclusioni bisogna sperimentare, fare esperienze, non essere superficiali ma costruire un sapere proprio. Leggere questo libro mi ha insegnato una cosa molto importante: possedere delle proprio opinioni e argomentarle sulla base di dati concreti o di ragionamenti logici.

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  61. Arrivati alla fine di questo interessante libro, ciò che ha lasciato dentro di me è stata una grande voglia di cercare di formare un pensiero mio personale! Credo che mettendo in pratica il metodo di cartesio è molto più facile cercare di organizzare nella nostra mente tutto ciò che interessa la nostra vita! Forse così eviteremmo soprattutto di agire in modo sbagliato nei confronti degli altri. Credo che jeremy abbia ragione nel dire che cartesio è riuscito a lasciarci un grande metodo pur essendo vissuto in un tempo poco progredito! Quindi oggi dovremmo avere ancora piu fiducia in noi stessi, in quanto abbiamo molti più strumenti per cambiare qualcosa! Un altro tema che mi ha colpito è quello del sogni perché credo che noi tendiamo a nascondere i nostri desideri , i nostri pensieri più intimi per paura di un giudizio o di una presa in giro !Per cui è normale che essi poi si esprimano in un altro modo! Tuttavia a volte capita di fare sogni di cui non troviamo nessuna connessione tra la nostra vita e il sogno e questo non riesco a spiegarmelo! Quindi spero che ci sarà modo di approfondire il discorso perché personalmente questo è un tema che mi piace molto ! Riguardo la fortuna non sono daccordo con ferdinando in quanto come jeremy credo che siamo noi a crearla solo per una nostra convenienza!
    Devo dire che questo libro mi ha permesso di capire ancora di più il pensiero di cartesio , per cui mi piace molto questo spazio che stiamo dedicando alla lettura dei libri , perché è vero che in questo modo si capisce di più il vero pensiero del filosofo cosa meno nota invece con il semplice studio del libro di scuola ! Cartesio inoltre è uno dei filosofi che più mi ha colpito perché condivido gran parte del suo pensiero, spero perciò che leggeremo altro per avere un' idea ancora più ampia della sua persona e del suo modo di approcciarsi con la realtà.

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  62. Finalmente abbiamo concluso il grande libro di Cartesio. Devo dire che rispetto a tutti gli altri libri letti in classe, questo è stato quello che ha innescato tante riflessioni tra di noi, riferendoci alla nostra vita quotidiana. Sono d'accordo con quello che dice Chiara...oltre a tutti gli argomenti affrontati da Cartesio, mi ha colpito molto la sua semplicità nell'esporre le proprie idee, che sono state facili da capire anche grazie alle spiegazioni del prof. E' incredibile come una sola persona, attraverso la propria ragione, è riuscita a scaturire in noi molti interrogativi, facendoci riflettere su cose che viviamo quotidianamente. Sono d'accordo anche con Jeremy per quanto riguarda la fortuna, nemmeno io penso che essa esista, è soltanto un mezzo che utilizza l'uomo per giustificare certi suoi comportamenti. Per quanto riguarda i sogni ho già espresso il mio parare in precedenza, ma aspetterò il prossimo anno per scoprire ancora di più con Freud. Cartesio, in questi due anni di studio della filosofia è stato il personaggio che mi ha maggiormente colpita, proprio perchè mi ha insegnato a riflettere prima di agire e soprattutto ad utilizzare la mia intelligenza prima di giungere a conclusioni affrettate, o agire in un determinato modo.

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  63. Francesco L. 4AS31 gennaio 2015 17:40

    Cartesio è senza dubbio uno dei pensatori più rivoluzionari della sua epoca. Condivido l’opinione del filosofo secondo cui per arrivare a conoscere la verità non si deve partire da edifici preesistenti ma bisogna demolire tutto e iniziare dalle fondamenta, ovvero liberarsi di tutto ciò che è oscuro in modo da aprire la nostra mente verso la conoscenza. Molto probabilmente Cartesio si rifà al metodo baconiano attraverso il quale si eliminano gli errori della mente umana e solo dopo ciò è possibile costruire un nuovo sapere. Ammiro Cartesio, perché raggiunta una certa età, decise di abbandonare tutti gli studi compiuti fino a quel periodo per viaggiare in tutto il mondo alla ricerca della scienza che avrebbe trovato solamente in se stesso. Tutti gli uomini siamo dotati di buon senso e ciò che differenzia gli animi grandi dagli altri non è il buon ingegno ma la capacità di usarlo in modo appropriato. Infatti l’uomo saggio non è colui che pensa di sapere tutto, ma colui che comprende i propri limiti ed è conscio della propria ignoranza. Nella lettura di queste prime pagine mi ha colpito particolarmente la frase” è per questo che non potrei mai approvare gli umori turbolenti di chi, pur non essendo chiamato né per nascita né per censo ad amministrare la cosa pubblica, non si stanca mai di immaginarsi qualche nuova riforma” poiché rispecchia quello che sta avvenendo oggi in politica, ed è sorprendente che un uomo vissuto circa 500 anni fa abbia intuito che ognuno di noi deve fare solamente ciò per cui è portato. Solamente l’uso corretto della ragione ci porta a superare i pregiudizi e ad accettare coloro che la pensano in modo diverso da noi. Cartesio,insomma, ci aiuta a credere in noi stessi e nella nostra ragione che è il fondamento di tutta la verità.

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  64. Domenico L. IV A31 gennaio 2015 18:57

    Già dal titolo “Discorso sul Metodo” si evince che l’intento di Cartesio è quello di discutere circa il metodo da seguire per giungere alla verità, alla conoscenza. Ed è proprio il dialogo, secondo Cartesio, il modo migliore per conoscere. Infatti, nella prima parte dello scritto, Cartesio afferma che, al termine dei suoi studi, si trovò gravato da dubbi ed errori tali che credette di non aver tratto alcun beneficio dallo studio, se non la consapevolezza della sua ignoranza. Pertanto, decise di trascorrere il resto della sua giovinezza viaggiando, confrontandosi con persone, culture e costumi diversi da quelli della sua società, che gli fecero notare come, in realtà, vi fosse una condivisione generale intorno a quelle cose che, sulla base dell’esempio e delle consuetudini, apparivano stravaganti e ridicole. Quindi Cartesio suggerisce di non fidarsi delle apparenze. E l’unico modo per raggiungere questo scopo, dunque, è il confronto. Condivido pienamente questo pensiero cartesiano, giacchè il modo migliore per conoscere gli altri ed eliminare i pregiudizi, secondo me, è catapultarsi all’interno delle società altrui. Un altro elemento di Cartesio che mi ha particolarmente colpito è la sua concezione dell’uomo, in quanto egli pone sullo stesso piano tutti noi, poiché tutti egualmente dotati di ragione. Sta a noi, poi, metterci in evidenza facendo un uso adeguato della ragione stessa. Infatti, secondo il filosofo francese, il problema non è costituito dall’eccellenza o meno del proprio ingegno, bensì dal non saper applicare bene ciò che si ha.

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  65. Giuseppe Occhiuto IV A31 gennaio 2015 20:28

    Questa prima parte del "Discorso sul metodo" è dedicata ad alcune considerazioni sulle scienze e si apre con un pensiero sul buon senso, cioè la capacità di distinguere il vero dal falso. Successivamente Cartesio parla dei suoi studi e delle sue conoscenze apprese che però, una volta uscito da scuola, saranno assalite dai numerosi dubbi e di tutte le discipline studiate e imparate solo in parte gli ritorneranno utili. Questa parte mi ha fatto riflettere molto, in quanto io credo che tutte le discipline studiate duranti i vari anni non saranno vane e prima o poi torneranno utili in un modo o nell'altro. Un altro punto che mi ha colpito di questa prima parte è il punto il cui Cartesio parla del "libro del mondo" riferendosi alle esperienze fatte e alle conoscenze acquisite girando per il mondo. Concludendo posso dire che su questo punto sono d'accordo con il filosofo in quanto anche secondo me, attraverso i viaggi e le numerose esperienze che ognuno di noi fa viaggiando per il mondo, si commettono meno errori nel raggiungimento della verità.

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  66. Simone L. IV A31 gennaio 2015 23:02

    Ho riflettuto molto su ciò che Cartesio scrisse nella prima parte del suo Discorso Del Metodo. Ciò che mi ha veramente colpito è il modo in cui egli abbia creato la propria formazione culturale, la quale gli ha permesso di raggiungere la consapevolezza di quale sia la miglior strada da percorrere. Egli decide di limitare la lettura dei libri a vantaggio della lettura del "gran libro del mondo". In queato conteso penso che ognuno di noi dovrebbe allontanarsi dalla quotidianità, perché solo osservando la realtà da più punti di vista è possibile conoscere il mondo e noi stessi.
    Cartesio si mostra inoltre come un uomo modesto, perché non mette in risalto le proprie conoscenze. Egli riconosce l'utilità degli studi, ma essi non sono sufficenti per garantirci il buon utilizzo della ragione. Io penso che gli studi siano importanti, perché devono fungere da mezzo di confronto con la tradizione. Ma penso che gli studi siano solo una base sulla quale costruire noi stessi.

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  67. Giovanni L. IV As1 febbraio 2015 13:19

    Della prima parte del "Discorso sul metodo" mi ha colpito molto il percorso di formazione culturale che ha portato Cartesio a distinguere il vero dal falso. Cartesio invita a giudicare gli altri sulla base dell'esperienza ed a pensare che nessuna dottrina al mondo sia unica e fondata. Dubitare quindi.
    Solo comprendendo le realtà che ci circondano riusciremo, in modo razionale, a comprendere le nostre. Dobbiamo così allargare i nostri orizzonti, uscendo dalle nostre "caverne", per renderci conto di quali sono, per la nostra personalità, i valori che maggiormente ci si addicono. Lo stesso Cartesio, interessato alle scienze, si è distaccato dal sapere tradizionale per crearne uno personale basato sulla propria esperienza. Tutti noi partendo da un sapere già costituito dobbiamo perfezionarci individualmente su ciò che meglio concorda con la nostra esperienza criticando, come lo stesso Cartesio fece nei confronti del sapere scolastico, tutto ciò che non ci appare in modo chiaro e distinto al fine di percorrere la tortuosa strada della nostra verità. Non dobbiamo però ritenere né le verità degli altri né la nostra come universali ma soltanto con la conoscenza e con il confronto miglioriamo i nostri ideali. Sui passi di Cartesio dobbiamo giungere a verità personali ma per fare ciò, a mio parere, bisogna partire dalla conoscenza e dal confronto.
    Questo libro, che permette di "relazionarci" con Cartesio, è uno strumento che ci permette di allargare i nostri orizzonti.

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  68. ROBERTA LICARI IV A1 febbraio 2015 18:18

    Nella prima parte del Discorso sul Metodo, Cartesio critica la cultura del tempo, infatti dice che l'istruzione che aveva ricevuto in una delle più celebri scuole d'Europa corrispondeva in pieno alla cultura dell'epoca. Si tratta di cultura che, pur con lati assai apprezzabili, ( come lo studio della lingua, della poesia, delle matematiche, della filosofia, della medicina) aveva molti difetti per cui, abbandonò i libri e si dedicò ai viaggi. Nelle usanze degli altri uomini non trovò nulla di certo, anzi, riscontrava quasi le stesse diversità che aveva notato in precedenza tra le opinioni dei filosofi. Così molti anni dopo di studio e di esperienza nel libro del mondo, prese la decisione di studiare se stesso e le vie da seguire per la ricerca della verità.
    Io credo che Cartesio non debba dubitare dello studio, perché grazie ad esso possiamo approfondire le nostre conoscenze, inoltre è molto importante per il nostro futuro perché se vogliamo diventare, ad esempio: medici, avvocati,... dobbiamo avere le basi di una buona preparazione.
    Un' altro punto su cui vorrei esporre le mie opinioni è quello del viaggio, è vero che attraverso i viaggi si possono conoscere meglio le culture degli altri, ma come dice Cartesio stesso non bisogna eccedere con i viaggi perché si finisce con il diventare stranieri nel proprio paese, e quando si è troppo curiosi delle usanze si rimane quasi sempre ignoranti.

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  69. Francesco Princi. IV A1 febbraio 2015 18:29

    Trovo la lettura del Discorso sul Metodo molto piacevole e interessante. Ammiro come Cartesio usa il dialogo per esporre il proprio pensiero al lettore come fosse un amico. È proprio la forma dialogica che permette anche al più ignorante lettore di comprendere uno dei più importanti scritti filosofici della storia. Sono assolutamente d'accordo con Cartesio sul fatto che non basta accrescere la propria cultura studiando, ma bisogna viaggiare per confrontare i propri costumi con quelli degli altri, e non limitarsi alla propria sfera personale. È infatti questo il miglior modo per comprendere meglio noi stessi e le persone che ci stanno intorno. Mi colpisce anche il modo in cui Cartesio definisce se stesso. Non esalta le sue grandi doti da pensatore, definendosi al pari degli altri, con la sola differenza che ha imparato come usare le sue virtù.
    Sono convinto che il prosieguo della lettura del Metodo sarà molto coinvolgente e interessante nrl capire il modo di fare filosofia di uno dei più grandi e conosciuti pensatori.

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  70. Cartesio parte da una riflessione sul buon senso e su come gli uomini lo usino in maniera differente, pur possedendolo tutti allo stesso modo.
    Prende se stesso come esempio, affermando di non sentirsi particolarmente geniale rispetto ad altri, semplicemente di aver avuto maggiori opportunità per arricchire il proprio ingegno. Credo che Cartesio non debba dubitare dello studio, perchè è proprio con questo che noi miglioriamo le nostre conoscenze e il nostro futuro

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  71. Francesco P IVAs17 febbraio 2015 20:14

    Trovo la lettura del Metodo molto interessante. Mi colpisce il modo in cui Cartesio si esprime, dialogando col lettore come fosse un semplice amico, e facendo così comprende il suo articolato pensiero anche a chi è ignorante in materia filosofica.
    Sono pienamente d'accordo con Cartesio sul fatto che un uomo non può comprendere la vera realtà solo studiando sui testi, ma deve anche viaggiare, scoprendo culture diverse e imparando così come migliorare la propria.
    Ammiro inoltre Cartesio per la modestia con cui si definisce. Egli dice di non avere un'intelligenza superiore a quella degli altri, solo di saper sfruttare le proprie virtù. Così facendo ci dimostra che tutti siamo capaci di trovare il successo in ciò che facciamo, basta trovare il giusto metodo...
    Attendo con fervore il prosieguo della lettura per continuare a scoprire il pensiero di questo grande filosofo.

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  72. Maria Rosa R. IVAs17 febbraio 2015 20:15

    Il Discorso sul metodo è il manifesto di una nuova epoca di pensiero, lo scritto che apre il corso della filosofia moderna. In esso sono sommariamente esposti i temi più importanti della filosofia cartesiana: dalle regole sul metodo ai principi della metafisica...Nella prima parte Cartesio sviluppa una decisa critica della cultura del suo tempo, quella con la quale era venuto in contatto a la Flèche e che, sostanzialmente, coincideva con la filosofia scolastica: ai suoi occhi tale sapere appariva astratto, incerto, condizionato da innumerevoli dispute, perciò, inutile; insoddisfatto dunque della sua preparazione, egli come si legge nel Discorso, ritenne opportuno dedicarsi ai viaggi per fare esperienza diretta degli uomini e del mondo(e io ammiro molto questo suo gesto). Ma anche questa attività si rivelò fallimentare e allora decise di riflettere su se stesso e di impiegare tutte le forze del suo ingegno a scegliere il cammino da seguire. Al tempo stesso, in questa ricerca di certezze, Cartesio comincia a manifestare in modo esplicito la sua predilezione per la matematica, dalla quale egli attingerà a piene mani per elaborare il suo pensiero filosofico. Infatti scrive: Mi interessavo soprattutto alla matematica, per via dell'evidenza e della certezza delle sue ragioni; ma non ne afferravo ancora la vera funzione e, supponendo che servisse solo alle arti meccaniche, mi stupivo che su basi tanto stabili e salde non si fosse costruito qualcosa di più importante.

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  73. Maria Rosa 97 IVAs17 febbraio 2015 20:17

    l Discorso sul metodo è senza dubbio una delle opere più importanti di Cartesio, il quale rompe con i metodi di indagine consueti e va alla ricerca di un nuovo metodo filosofico che sappia corrispondere all'intuizione matematizzante della natura. Nella prima parte fa la critica della cultura del tempo: dice che l'istruzione che aveva ricevuto corrispondeva alla cultura dell'epoca. Si tratta di una cultura che, pur con lati assai apprezzabili, aveva molti difetti per cui, abbandonati i libri, si diede ai viaggi, credendo di trovare la verità nel Gran libro del mondo. Trovò però nei costumi degli uomini tanta diversità quanta ne aveva trovata prima tra le opinioni dei filosofi; così, dopo alcuni anni di studio e di esperienza nel Libro del mondo, risolse di studiare se stesso e le vie da seguire per la ricerca della verità e il dominio della natura.

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