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Visualizzazione post con etichetta Mediterraneo. Mostra tutti i post
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martedì 2 febbraio 2016

Aldo Masullo... Piccolo teatro filosofico



Il pensiero è un ininterrotto gioco di domande e di risposte. Ognuno di noi, quando è solo, riesce a pensare perché dialoga con se stesso. Si pone domande, si dà risposte, obietta ad esse, ripropone le domande con le modifiche suggerite dalle obiezioni. Il dialogo tra due, o più, interlocutori è la dialogicità incarnata in una "corrente" di parole sonanti. Perché dunque i problemi estremi del pensiero umano non dovrebbero appunto nella forma del dialogo trovare la naturale sede del proprio essere discussi, insomma pensati? Il dialogo è la situazione umana in cui irrompe la filosofia. Che senso hanno allora i dialoghi scritti? Essi sono le trascrizioni autentiche del dialogo interiore dell'autore nella sua solitudine, per lo più affollata di fantasticati personaggi come, questa volta, un Benedetto papa e il principe Amleto, Giordano Bruno e un procuratore di Stato, Eraclito e un vecchio orologiaio. In effetti, mostrare il libero esercizio dell'intima dialogicità è un amichevole, provocante invito ad altri a esercitarlo in proprio.
Cari alunni della Terza As... a voi la parola sul dialogo di Aldo Masullo tra l'anima e l'automa letto in classe...

venerdì 11 dicembre 2015

L'apologia di Socrate



Socrate fu condotto dinanzi al tribunale dell'Eliea nel 399 a. C. dopo la caduta della tirannide di Crizia alla cui cerchia era stato legato, sotto l'accusa di empietà e di corruzione dei giovani: un'accusa che celava avversioni politiche non meno che insofferenze ideologiche. Il testo delinea non solo un ritratto individuale, ma l'immagine ideale del vero filosofo, interamente votato all'esercizio della conoscenza e alla ricerca del bene.


sabato 16 agosto 2014

In una Sicilia estrema e Mediterranea di F. Idotta



Sicilia, da Messina a Trapani, un viaggio perpendicolare attraverso il quale la prorompente dinamicità del Mediterraneo finisce per possedere ogni fibra cerebrale. La luce del sole stringe le palpebre e allarga l’orizzonte. Procedendo verso Ovest ci si ritrova su un confine temporale, il quale muta incessantemente e conduce nella fissità del passato.
L’autostrada è dritta come il vento che taglia i ponti, tra una galleria e l’altra. La Messina-Palermo, in alcuni tratti, lascia intravvedere l’accaduto, fatto di carretti e agrumeti. La dolcezza del ricordo, di tutto ciò che vuol dire Sicilia, Sud. Non è mai un luogo comune: è una terra colta, Trinacria, pregna di zagara sfacciata e di palmizi svettanti, una paralisi visiva, che accalappia lo sguardo come la sfera di un negromante. La magia del sole cocente impedisce di pensare che anche qui possa arrivare l’inverno.
La macchina scorre sull’asfalto infuocato, la calura di agosto rende l’orizzonte rarefatto, sullo sfondo Tindari, che si staglia sul mare, verso la spiaggia dell’Armata Brancaleone di Monicelli.
Passaggi e paesaggi, transiti terreni ma metafisici: vanno oltre ciò che i sensi percepiscono, perché un viaggio in Sicilia trasporta là dove non si potrà mai giungere con la fantasia.
La prima sosta all’autogrill ti pone davanti vini alle mandorle, limoncelli e maioliche di Caltagirone. Ti senti in un continente Altro, quando prendi tra le mani i libri dei piccoli editori isolani, isolati… dalla storia di Giuliano, il bandito, alla leggenda della baronessa di Carini. Sangue e schioppettate, temperamento e coltellate. Sapere che l’impronta della baronessa è stata cancellata da un guardiano del castello di Carini, perché stufo di essere disturbato dai turisti, la dice lunga… follia mediterranea, arabitudine, ibericità, tutto fuorché sogno… qui ogni cosa è reale, come nella Fenomenologia dello Spirito di Hegel, salvo scoprire che quella assurda necessità, di cui ogni siciliano si sente parte, è solo frutto della sua innata voglia di restare isolano.
Si giunge a Palermo trovandosi davanti una montagna brulla che si getta nel Mediterraneo con riluttanza, come se non volesse bagnarsi i piedi. Resta lì ad attendere che arrivi l’onda e porti via l’obbrobrio delle ciminiere inquinanti, l’unico monumento che la mafia possa concepire, anche se ha dovuto subirne un altro: le orrende colonne sulla Palermo-Capaci in ricordo della strage  delle stragi. Orrendo perché ricorda l’orrore e tradisce il senso di quelle morti, causate anche dall’abusivismo edilizio, che ha deturpato il capoluogo di un’isola selvaggia e brutale, rendendolo barbaro e spietato: nessun uomo può vivere nella disarmonia, senza rimanere contaminato dall’oscenità.
Superata Palermo ecco la meraviglia del rosso siciliano, le montagne ferrose e splendenti che assorbono sole come fossero pannelli solari. Scenari lunari, si potrebbe dire, ma siccome non siamo mai stati sulla Luna ci limitiamo a dire, vedute siciliane. Di alberi nemmeno l’ombra, solo qualche mandorlo e qua e là vigneti, casolari… pietre e pietre e ci si rende conto che era necessario emigrare... Solcare ogni giorno quei sassi taglienti, a piedi scalzi, per correre dal barone a rotta di collo, per portare quattro erbacce a casa per cena… meglio morire su un barcone diretto alla Merica. Che fine ha fatto la Conca d’oro? Pare abbia lasciato il posto a villaggi turistici rosati, pare abbia ceduto il passo alle forze centrifughe dei tour operator… alle furberie di un’illusione. La meta è vicina, quei luoghi in cui la giostra estiva fa girar la testa. Si sente nell’aria l’odore di sale, di cuscus, di dolci e pesci rilucenti.
Balata di Baida, Custonaci, Castelluzzo, Macari ed ecco San Vito lo Capo, come una visione. Sembra di essere in Africa settentrionale. Case basse col cortile interno per difendersi dalle sferzate del sole, vie parallele per permettere alla brezza marina di rinfrancare lo spirito e il corpo. Sotto la roccia granitica che si erge sul mare basso la spiaggia delle conchiglie si insinua nella mente, così come la sua sabbia tra le dita. Gusci bianchi e delicati, eterei alla maniera della serenità. Un folto tappeto di alghe, e i cristalli dell’acqua entrano tra le fibre del costume, ricordando che la verginità della natura può rendere ogni uomo più uomo.
La bellezza passa anche per la bocca, attraverso la sensuale fragranza della sfoglia di un cannolo con ricotta e canditi; la fresca esuberanza di un gelato al pistacchio o la travolgente voluttà di una cassata spudorata.
La Valderice conquista con i suoi profumi di finocchio selvatico, i bassi uliveti su terra rossa e la ghiaia chiara che abbaglia. La strada per Erice è una poesia di sguardi, tornanti tra pinete odorose e poi il mare e la costa… un passo al di là di ogni desiderio.
Nel piccolo giardinetto di Maria Grammatico, la pasticcera della gioia, i cannoli e le cassatine sanno di mito… e in bocca non assapori zucchero, ma vita, con le sue straordinarie sorprese.
Verso Marsala, alla volta delle saline, il vento sferza la distesa bianca, mentre la calura di una domenica di fine agosto rende deserta la città di Garibaldi. Le strade sono linee casuali in cui perdersi, per ritrovare il nesso attraverso la musica di padre Jan Paul, che nella canonica ci intrattiene cantando in francese, la lingua del Benin. Con la sua dolce determinazione africana, con la sua fede rivoluzionaria ha riempito la chiesa… si mangia insieme, in questo angolo di Mediterraneo, si gustano gli spaghetti con pomodoro e basilico bagnati da un rosso d’Avola lussurioso.
Nella punta estrema dell’Italia, dove i colori sono una ricchezza, dove la diversità diviene parola di verità, il mondo si fa grande, si espande per fare posto alla felicità di un incontro con l’Altro.



mercoledì 17 aprile 2013

Festival dell Filosofia della Magna Grecia


Dal 18 al 21 aprile saremo nei luoghi di Parmenide

Finalmente ci siamo riusciti...
Cari studenti, si parte per visitare i luoghi della Filosofia....




Festival della Filosofia in Magna Grecia


Lucentezza 15-21 APRILE 2013 - VII edizione –

Il Festival della Filosofia in Magna Grecia è un viaggio culturale e formativo, che invita i partecipanti a realizzare un percorso filosofico esperenziale fuori e dentro sé

Dopo il grande successo di ottobre - 1600 liceali- suggellato dall'Adesione del Presidente della Repubblica, la settima edizione ripropone in primavera “Lucentezza”:Aglaia"

Educare nella sua accezione letterale significa portare alla luce le potenzialità di ognuno. La metodologia utilizzata è la ricerca – azione, realizzata attraverso strumenti innovativi: le passeggiate filosofiche teatrali, i dialoghi filosofici e i laboratori di filosofia pratica. Un caleidoscopio di attività che rendono accessibile la “conoscenza”: momenti di confronto attivo e di espressione di sé nelle arti creative.

Il Festival ha stimolato, in questi anni, l’avvio di una importante relazione tra docenti e allievi, che insieme creano spazi di fiducia, di riflessione, per incrementare lo sviluppo del pensiero critico.

L’evento ideato e realizzato dall’Associazione Festival della Filosofia in Magna Grecia si svolgerà nello splendido territorio cilentano, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità

http://www.filosofiafestival.it/festival/index.php?option=com_content&view=article&id=59:presentazione&catid=35:festival&Itemid=109

mercoledì 9 giugno 2010

Il Mediterraneo possibile


Ogni uomo deve confrontarsi col proprio abitare:
non basta vivere in un luogo, occorre vivere il proprio luogo,
affinché da esso si origini una voce nuova, che arricchisca il molteplice.
(Rotte Mediterranee)

lunedì 23 novembre 2009

Il Mare delle differenze

immagine della pittrice Patricia Gerace


Abbiamo deciso di aprire questo Spazio per conversare su differenza e identità... per parlare di Mediterraneo... partendo da un libro
"Rotte Mediterranee" ( http://www.francescoidotta.com/rotte%20mediterranee.htm )... convinti che la diversità sia oggi una ricchezza irrinunciabile e che gli abitanti del Mediterraneo siano in dovere di divenire testimoni di accoglienza, considerata la storia che ha sempre condotto questi popoli verso un incontro inevitabile. Un contatto che ha generato idee nuove e prospettive di rinnovamento...
La diversità viene dal mare... come ogni ricchezza e ogni fortuna... percorrere rotte inesplorate è un desiderio inconscio... tuttavia, l'uomo, a volte, ha paura: l'inibizione, causata dal radicamento e dall'ossessione di stabilità, conduce sulle secche del conosciuto... del già visto... del già detto...
Noi intendiamo apportare un contributo di riflessione, il quale possa far crescere un Pensiero valutativo... capace di segnare altre rotte inconsuete...