sabato 17 novembre 2018

Un Nuovo Possibile "Geofilosofia del mare. Fra Oceano e Mediterraneo"






Nel tempo della chiusura, dei muri, delle barriere, dei confini, delle occludenti parole prive di idee, c'è ancora qualcuno che pensa e apre, generando possibilità. Il vero intento del filosofo deve essere quello di favorire il dialogo e il confronto, schiudendo sentieri nel bosco e sperimentando rotte che conducano all'altro. La filosofa Francesca Saffioti, anch'ella postuma, come tutti i pensatori profondi, giacché riescono a guardare al di là de proprio tempo, ha dato un contributo certamente rilevante per tentare di scardinare la miseria causata dalla paura e dalla diffidenza.
Un continuo navigare si è rivelata la sua breve vita, in acque difficili, sorretta dalla parola dei "Mediterranei", quelle donne e quegli uomini che hanno voluto e saputo immergersi nell'arroganza degli induttivisti senza per questo restarne offesi o plagiati o soffocati. Un delirio contemporaneo che Francesca Saffioti, col suo rigore etico e il suo studio profondo, ha sempre combattuto, sin dai tempi dell'università. Non ci sono schemi che possano irretire il pensiero di chi sa navigare e Saffioti lo sa fare, grazie alla parola e alla filosofia. Una studiosa che ci mancherà e di cui sentiremo ancora la voce, determinata e delicata, leggendo le pagine del suo libro:

Geofilosofia del mare. Fra Oceano e Mediterraneo,

 un'opera che merita di essere approfondita, giacché si inserisce in un filone di investigazione filosofica che ha ancora tanto da dire a chi si ostina a chiudere la porta della propria casa al "veniente". Questo post vuole essere solo un piccolissimo contributo per ricordare il lavoro di una studiosa del "pensiero meridiano", una filosofa del veniente, la quale, col suo esempio, sarà una bussola per tutti noi. Grazie Francesca Saffioti.